Gardone Valtrompia, 5 agosto 2016 - Si presenta all’Olimpiade di Rio con una pattuglia formata da 52 atleti e molti di questi puntano a una medaglia. Nelle gare olimpiche di tiro delle prossime settimane quasi la metà dei partecipanti imbraccerà un’arma Beretta. Sono sette gli atleti della nazionale italiana (sui 9 totali iscritti ai Giochi) che cercheranno di raggiungere l’alloro olimpico utilizzando un’arma «made in Gardone». Si va dal totem Giovanni Pellielo, sei partecipazioni olimpiche con tre medaglie (due argenti e un bronzo), alla 24enne Jessica Rossi capace quattro anni fa di stupire tutti conquistando l’oro nell’edizione di Londra, a Chiara Cainero che punterà a bissare l’oro vinto a Pechino nel 2008 (ha conquistato anche 5 titoli europei, l’ultimo il mese scorso a Lonato del Garda) per arrivare all’ultima speranza azzurra, il figlio d’arte Gabriele Rossetti.

«Il tiro è da sempre una sorta di polizza assicurativa per il medagliere azzurro – ricorda il presidente Franco Gussalli Beretta – Anche noi saremo a Rio con un gruppo di tecnici che saranno al fianco degli atleti che utilizzano i nostri fucili. Nei mesi che hanno preceduto l’Olimpiade nel nostro Gun Service di Gardone abbiamo messo a disposizione 27 persone super specializzate che hanno assecondato le richieste degli atleti». I fucili Beretta non armano solo la nazionale italiana. Sono infatti tanti anche i tiratori stranieri ad avere scelto di indossare i panni degli ambasciatori del tiro sportivo targato Brescia.

A Rio infatti cercheranno di conquistare il podio più importante nella vita di uno sportivo anche australiani, russi, giapponesi, indiani, cinesi, argentini, brasiliani e pure le due sorelle di San Marino, Alessandra e Arianna Perilli, che cercheranno di far entrare nel medagliere olimpico la piccola repubblica del Titano.

«Il nostro progetto nel tiro ha radici antiche – ricorda Gussalli Beretta – Tutto è nato nella mente del bisnonno Pietro quindi è sbarcato all’Olimpiade con i miei prozii, Carlo e Giuseppe. Siamo arrivati ormai alla quarta generazione e il lavoro è stato premiato se, come dice l’albo d’oro, negli ultimi 60 anni ogni modello di nostro fucile è salito sul podio».

A Rio scenderanno nel campo di gara non solo i fucili Beretta. «La nostra linea di abbigliamento, Uniform Pro, vestirà gli atleti italiani – spiega Gussalli Beretta – In pedana divise e accessori saranno indossati anche dagli atleti di Russia, Croazia, Finlandia, Stati Uniti e Croazia. Siamo davvero una famiglia allargata e questo per noi è motivo di grande orgoglio. Un pezzo del lavoro di tutti i nostri collaboratori infatti sarà in campo a Rio: sarà davvero emozionante fare il tifo».