Borgosatollo (Brescia), 30 marzo 2017 - Un concentrato di industria 4.0 in una ruota intelligente per veicoli inventata nel Bresciano, che “legge” l’asfalto e trasferisce in tempo reale i dati a chi si occupa di riparazione delle strade. L’azienda Fasternet di Borgosatollo, specializzata in sicurezza di reti e dati e in soluzioni di networking (ha fatto parte tra l’altro della cordata di imprese che ha realizzato l’albero della vita di Expo) è regista di un gruppo di aziende e istituzioni che hanno dato vita al progetto. Una ruota munita di sensori che stilano una carta d’identità delle buche, le localizzano, ne registrano dimensioni e profondità e poi inviano il risultato a un computer. Le potenzialità sono notevoli. «Si potrebbe fare manutenzione mirata – spiega l’amministratore di Fasternet Giancarlo Turati - con risparmio di tempo e risorse». Mentre Turati seguiva il cluster lombardo sulla mobilità, si è accesa una lampadina.

«Ci si concentrava solo su veicoli a doppia alimentazione e alleggerimento dell’alluminio, mentre io pensavo agli utilizzi della sensoristica – continua -. Le sospensioni dei mezzi rispondono alle sollecitazioni del terreno e se inseriamo un sensore tridimensionale possiamo ricavarne informazioni». È bastato un giro esplorativo tra i partecipanti al cluster per raccogliere un’adesione trasversale. «Pensiamo per esempio anche alle assicurazioni - sottolinea - con in mano dati sul manto stradale si rendono disponibili parametri aggiuntivi per attutire le responsabilità di chi è al volante». Oltre a Fasternet hanno per ora sottoscritto un documento di lavoro Gefran spa (di Provaglio d’Iseo), Qmap (Roma) Trt trasporti e territorio srl e Ibs srl (Milano), l’azienda del trasporto pubblico Stav spa (Vigevano), il centro servizi partecipato da Comune, Provincia, Camera di Commercio e Università di Brescia, il Broletto, Vehicle Engineering & Design Srl. E alla lista sono pronti ad aggiungersi il Politecnico di Milano e un’altra primaria azienda informatica italiana il cui nome è al momento top secret. «Abbiamo creato tre gruppi per procedere allo studio di fattibilità – continua Turati, che mira a realizzare un prototipo entro l’anno e pensa a una sperimentazione su veicoli commerciali e sui bus pubblici di Vigevano -. Se sarà possibile ci agganceremo a bandi europei».