Brescia, 4 agosto 2016 - Connessioni più veloci per circa 700mila bresciani e oltre 430mila famiglie ed imprese. Entro febbraio 2017 inizieranno i lavori di posa della nuova rete necessari per portare la banda ultra larga nelle case dei bresciani, con un range da un minimo di 30 ad un massimo di 100 Mbps. Per la Lombardia ci sono sul tavolo 451 milioni di euro, che arriveranno dal Ministero dello sviluppo economico, beneficiario della misura «Strategia nazionale banda ultra larga» approvata dalla Commissione europea. Difficile per ora stimare quanto arriverà a Brescia, ma, assicurano dal Pirellone, sarà una fetta importante.

Ora i singoli Comuni dovranno siglare una convenzione con Infratel, la società di scopo del Ministro. La Regione si è già impegnata a informare e sensibilizzare i Comuni, per facilitare i lavori per la costruzione della nuova rete che, in base all’accordo tra Bruxelles, Ministero e Regioni, resterà pubblica. Nei prossimi mesi saranno organizzati degli incontri sul territorio per illustrare il progetto.

«E’ chiaro – annota l’assessore regionale Claudia Terzi – che un investimento così consistente non ha precedenti; non è mai stato fatto sul territorio lombardo, né da pubblici, né da privati. Ed è per questi motivi che la Giunta Maroni non ha volutoCOLMARE IL DIVARIO CON L’EUROPA A sinistra, operai al lavoro per passare nei pozzetti i nuovi cavi necessari per garantire la banda ultra larga. L’Italia risulta fra i Paesi Ue più indietro rispetto alla diffusione di questa tecnologia perdere tempo e già a marzo scorso aveva portato in Giunta la delibera indispensabile per attivare il progetto e non farsi scappare le risorse strategiche per portare entro il 2020 il 100% dei cittadini ad avere 30 Mbps comodamente nelle loro case ovunque esse siano, e almeno l’85% dei cittadini lombardi con 100 Mbps».

Ad oggi la nostra provincia naviga a più velocità, per effetto delle diverse iniziative pubbliche e private che in questi anni si sono susseguite. In Valle Sabbia, grazie ad un contributo regionale, il 90% degli armadi stradali sono già collegati in fibra ottica. Altrove siamo ancora con l’Adsl. «La connettività qui da noi è scarsa – spiega Martino Luigi Martinotta, sindaco di Corteno Golgi – è una carenza che si nota, a partire dalle cose più semplici, quale la stessa qualità dell’audio nelle telefonate con il fisso. E’ una cosa che penalizza anche noi enti pubblici. Pensiamo solo alla partecipazione ai bandi: quando devi trasmettere 5-6 giga di progetto è un dramma. Speriamo che questa sia la volta buona».

Una buona notizia anche per i Comuni della Bassa bresciana, dove la connessione è particolarmente lenta. «Sopratutto nella frazione siamo fermi ai primi anni ‘90 – commenta Giacomo Uccelli, sindaco di Barbariga – le lamentele che ci arrivano sono tante, non solo dai cittadini, ma anche dalle imprese. Ad esempio, i nostri laboratori di casoncelli che vorrebbero crearsi un’attività tramite il web, pagano lo scotto di una conessione molto lenta. Ora devo riuscire a capire che lavori si dovranno fare». Per gli amministratori locali, in effetti, la preoccupazione è sull’impatto che i lavori avranno nella vita quotidiana. A Desenzano, dove la copertura è già buona, sono riusciti ad intervenire senza troppi problemi. «Da noi il lavoro è quasi terminato – spiega l’assessore della partita Maurizio Maffi – a Rivoltella saremo in dirittura d’arrivo per settembre. Non dico che abbiamo avuto una fibra ad impatto zero,perché in alcuni punti si sono dovuti fare dei tagli chirurgici, ma in linea di massima siamo riusciti ad utilizzare infrastrutture già esistenti».

Rispetto ai vantaggi offerti, vale comunque la pena sopportare qualche sacrificio. «E’ una cosa positiva – commenta Gianluca Cominassi, sindaco di Castegnato – da noi alcune zone sono coperte, altre no, e i cittadini si lamentano. Sarebbe molto importante anche per la aziende, anche se qualcuno ha già provveduto per proprio conto da un paio di anni».