Lago d'Iseo, 16 luglio 2016 - Calato il sipario sull’installazione «The Floating Piers», che in sedici giorni ha permesso a 1 milione e 200 mila visitatori di camminare sull’acqua, il Comitato Territoriale della Confesercenti di Iseo mette nero su bianco, attraverso un sondaggio online, i risultati economici e i benefici derivati dall’evento mondiale. Nell’analisi sono state coinvolte 6 tipologie di impresa: ristoranti, bar, alberghi, campeggi all’aria aperta, commercio al dettaglio alimentare e di abbigliamento, collocate tra Iseo, Sulzano, Marone e Monte Isola fino a Pisogne. «Il tasso di risposta è stato importante - spiega Mirko Costa, responsabile settore turismo di Confesercenti - Su un bacino di 174 imprese coinvolte, si è registrato un resoconto di quasi il 50% degli intervistati. Abbiamo rilevato - continua - un Sebino a due velocità. Aziende che hanno triplicato gli affari e aziende che non hanno avuto un’adeguata copertura in termini di fatturato».

Il sondaggio ha evidenziato che il 77% delle imprese intervistate ha investito nel periodo antecedente l’evento e principalmente su: acquisto scorte (31,4%), incremento del personale (11,4%), migliorie nella struttura (22,9%) e un restante 34,3% in opere di manutenzione ordinaria dell’attività. Il ritorno economico ha investito il 45,7% e, precisamente il 37,1% con incrementi di fatturato e l’8,6% con coperture totali dell’investimento sostenuto. «Un dato interessante – commenta Alessio Merigo, direttore generale di Confesercenti della Lombardia Orientale – Solo le imprese, principalmente del settore bar, ristoranti e negozi alimentari, collocate in determinate zone strategiche hanno beneficiato di un incremento, ovvero quelle vicine ai parcheggi o alla zona di accesso ai battelli dove si è concentrato la massa di persone». Le attività di commercio al dettaglio non alimentare sono quelle che meno ne hanno beneficiato. Diversa la situazione delle strutture recettive che hanno visto un incremento del 60% di prenotazioni indipendentemente dalla collocazione. Nessun particolare aumento rispetto al 2015 invece per i campeggi all’aria aperta. Analizzando le cause il 34,3% ha dichiarato che durante le giornate di grande afflusso, per garantire la sicurezza, gli accessi ai centri storici limitrofi a Sulzano erano chiusi determinando una limitazione nella fruizione. Nessuno ha imputato il problema alla mancanza di parcheggi e il 34,3% ha dichiarato che la macchina organizzativa non poteva gestire in modo migliore l’evento.