Brescia, 12 luglio 2016 - Il caldo tropicale di questi giorni, seppur interrotto dal piovasco di questa mattina, risulta una “manna per la vendemmia”, ma causa sofferenze al bestiame. Nelle stalle della Bassa, fa sapere Coldiretti,  sono entrati in azione ventilatori, acqua fresca nebulizzata e alimentazione estiva contro lo stress da caldo per mucche e maiali. “Sono ormai diversi giorni che abbiamo accesso ventilatori giorno e notte, doccette e cambiato l’alimentazione delle nostre mucche con razioni più fresche diminuendo il trinciato a favore di fieno e  frumento, ma con questo caldo c’è poco da fare, le vacche mangiano molto meno, bevono tanta acqua, sono stressate dall’afa e la produzione di latte è calata fra il 15 e il 20%” spiega Sonia Moletta, imprenditrice agricola 40enne di Rudiano con 120 vacche in lattazione.

Per le vacche - riferisce Coldiretti - il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi per questo sono già scattate le misure anti afa come ventilatori e doccette e gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo. Al calo delle produzioni di latte si aggiunge dunque anche - conclude la Coldiretti - un aumento dei costi alla stalla. A soffrire sono anche i maiali che mangiano dal 20 al 30% in meno. Il grande caldo però non fa solo soffrire gli italiani ma è accolto con gioia nelle vigne dove le alte temperature fanno migliorare la qualità delle uve , dopo la pioggia primaverile,  sono la premessa di una ottima vendemmia. “Dopo una primavera molto piovosa  – interviene Emanuele Urbani imprenditore vitivinicolo di Desenzano del Garda e consigliere del Consorzio di tutela del Lugana – l’instaurarsi dell’alta pressione è di ottimo auspicio per mantenere un ottimo livello sanitario delle uve; le alte temperature infatti abbassano l’incidenza delle principali malattie fungine come  peronospora, oidio e botrite. Inoltre il sole favorisce le attività fotosintetiche della pianta e di conseguenza l’accumulo zuccherino nell’uva, caratteristica sinonimo di un ottima annata”.