Gardone Valtrompia, 14 agosto 2016 - Brescia nell’Olimpo del tiro a volo grazie a tre donne: Diana Bacosi, Chiara Cainero e Kimberly Rhode; e un uomo Gabriele Rossetti. Tutti tiratori «targati» Beretta. La storia delle tre sportive è da prima pagina: mamme da poco, salite sul podio di Rio. Per la prima volta, la finale è stata tutta italiana, con Bacosi e Cainero a condendersi la medaglia d’oro. Ha vinto Bacosi, con 15 centri, mentre Cainero, dopo l’oro di Pechino, porta a casa l’argento. Al terzo posto Kymberly Rhode, l’unica donna al mondo ad aver conquistato 6 medaglie in 6 diverse partecipazioni.

«Sono emozionato e quasi senza parole – commenta Roberto Zarrillo, Competition Manager di Beretta -. Tre anni fa a Londra Beretta conquistava un oro, un argento e un bronzo. Oggi siamo già a quota 8 medaglie. Questo risultato è frutto di un’attenta programmazione che riconsegna a Beretta il ruolo di leader che le compete. Ora dobbiamo continuare a lavorare con umiltà per permettere ai nostri atleti di essere sempre i più competitivi al mondo, traguardandoci a Tokyo 2020».

Era stato Ugo Gussalli Beretta, oggi presidente onorario, ad aver lanciato il progetto sportivo di Beretta alle Olimpiadi. Il figlio Franco ha continuato a credere ed investire. «Un settore – prosegue Zarrillo - che dà prestigio al nostro brand, ma soprattutto che ci stimola a migliorare ogni giorno insieme ai nostri atleti. I loro sacrifici sono i nostri, essergli vicino oggi e sentirci un po’ campioni Olimpici è fantastico».

Dopo la storica tripletta, ieri è stato il turno dei 50 piattelli per lo Skeet Maschile e anche qui Beretta si colora di oro: quello di Gabriele Rossetti, la cui prestazione non ha trovato rivali. In mezzo a tanti tiri,arriva una stoccata. «Un successo della mia terra, la provincia di Brescia – è il commento di Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio – dove hanno sede Beretta e Perazzi. Qui vengono prodotti i fucili usati dai ‘medagliati’ azzurri. Fa sorridere vedere gioire anche persone che, in altre occasioni, contestano ferocemente l’attività di queste eccellenti aziende. Ma si sa, la coerenza appartiene a pochi. Grazie Beretta, grazie Perazzi, orgoglio bresciano!».