Milano, 4 luglio 2016 -  Gioia e bellezza: sono questi due semplici elementi le basi dell'opera di Christo. Lo ha spiegato lui stesso da Milano, rispondendo ai giornalisti a margine della cerimonia inaugurale di Icom, il consiglio internazionale dei musei che si tiene in città dal 3 al 9 luglio. "La bellezza e la gioia - ha detto l'artista di origine bulgara - sono al centro dei nostri progetti anche se non sono più di moda perché oggi l'arte riguarda la propaganda. Io vengo da un paese comunista e sono allergico alla propaganda. Io voglio fare arte che sia gioia e bellezza fino alla fine della mia vita".  

Christo ha anche sottolineato quanto sia fondamentale per lui la totale libertà d'azione, garantita innanzitutto dalla totale indipendenza economica dei progetti. "Non darei un centimetro della libertà dei miei progetti. Ecco perché tutti i miei progetti sono sovvenzionati da me, non hanno nessun finanziatore. Sono assolutamente irrazionali e inutili, il mondo può vivere senza di essi, sono espressione di una libertà assoluta. Qualcuno ci ha detto che eravamo stupidi a non far pagare il biglietto per The Floating Piers, ma ho 81 anni e posso permettermi di fare un progetto in assoluta libertà".

Proprio su The Floating Piers, il cui smontaggio è già iniziato, ha spiegato "Tutto finisce nella vita. Questa è la cosa importante dei progetti come The Floating Piers. Questi progetti esistono perché nessuno può possederli, nemmeno l'autore. L'opera d'arte non è il floating piers, ma il viaggio. Chi ci avrà camminato lo porterà con sé per tutta la vita. I floating piers esistono nella mente di chi ha camminato, di chi ci ha aiutato a farli e di chi ci ha ostacolato. Questa è un'opera d'arte che ha una duplice vita". 

Christo è tornato anche a spiegare la scelta del lago d'Iseo: "Abbiamo scelto il lago d'Iseo perché è il terzo lago più grande d'Italia. È un lago con un'isola e non c'è un ponte che collega Monte Isola alla terra ferma e quindi credevamo che sarebbe stato interessante". Per l'artista la cosa significativa del progetto era anche che "le persone di Monte Isola potevano usare il traghetto, ma per queste due settimane le persone del luogo hanno potuto camminare sull'acqua".