Esine, 24 aprile 2017 - La Valle Camonica ha bisogno di essere risanata e, soprattutto, ha bisogno di attenzioni dallo Stato che deve sapere quali sono i luoghi inquinati da Ponte di Legno a Pisogne. Lo afferma il comitato “Valle Pulita” secondo cui i siti industriali dismessi potrebbero rappresentare dei rischi per la salute, tenendo conto che negli ultimi anni oltre 15 bimbi camuni sono morti di leucemia e molti di più sono quelli che hanno contratto la malattia. I dati delle altre patologie pediatriche ora non sono noti.

«Vogliamo sapere se noi e i nostri figli ci stiamo ammalando a causa dell’inquinamento che da anni caratterizza la Valle Camonica – dice Eleonora Benedetti, una dei fondatori di Valle Pulita e il cui figlioletto ha la leucemia - per questo motivo abbiamo deciso di realizzare una mappatura di aziende abbandonate, come per esempio le acciaierie. Quando il materiale sarà pronto lo consegneremo alla Procura di Brescia con le tante firme che dallo scorso dicembre, quando ci siamo costituiti, stiamo raccogliendo. Siamo già a oltre 3.000. E tutti concordano nel chiedere la bonifica e indagini accurate».

A coordinare il team che sta effettuando la mappatura è il volontario Silvio Falocchi. «Il lavoro è solo all’inizio – spiega Falocchi - siamo partiti da uno studio degli anni 90 in cui venivano segnalati siti industriali dismessi, tra cui acciaierie e industrie pesanti per almeno un milione di metri cubi. Ora andremo a verificare quale è la situazione nel 2017. Non solo analizzeremo se le aziende esistono ancora, ma anche come le bonifiche sono state fatte. Abbiamo casi a Govine, Pisogne, Gianico, Artogne, Ceto, Darfo e in alta Valle, come tutti sanno a Forno Allione di Berzo Demo». Il Comitato Valle Pulita conta sulla consulenza dell’avvocato Antonio Leonetti dell’associazione Risarcimento Salute. «Siamo agli inizi – rimarca - una nota positiva c’è. L’Ast di Vallecamonica sta istituendo il registro dei tumori».