Brescia, 21 aprile 2017 – Un ragazzo di colore che “rappa” in italiano. Nulla di nuovo se non fosse che Tommy Kuti lo fa in maniera eccelsa. E lo fa così bene al punto che, Fabri Fibra in persona, è un suo grande ammiratore. Non solo, il rapper di Senigallia, si presta a offrirgli una “sessione di psicanalisi” in una scena del videoclip di “Afroitaliano”, primo brano ufficiale di Tommy Kuti. “Ho la pelle scura, l’accento bresciano, cognome straniero e comunque italiano…”, canta l’artista classe 1989 nel singolo pubblicato dopo la firma con una major discografica nel cui video compaiono altri esponenti della comunità afroitaliana come il giornalista Idris, il rapper Laioung e altri ancora.

Italiano di seconda generazione, Tommy Kuti arriva dalla provincia di Brescia. Dopo la laurea a Cambridge il rapper ha deciso di tornare in Italia per raccontare a suon di rap le storie di tanti afroitaliani come lui. “Nessuno racconta la storia di noi afroitaliani - spiega - e ho deciso di farlo io con la mia musica”. L’anno della svolta è il 2016. A giugno inizia la collaborazione Fibra nel brano "Su le mani", contenuto nel disco "Tradimento-Reloaded" mentre a ottobre Kuti annuncia tramite i suoi canali di aver firmato un contratto discografico nientemeno che con Universal Music Italia.

Uno stile musicale eterogeneo il suo nel quale imperversano rime dall’alto contenuto sociale che trattano temi quali il razzismo, l’integrazione e le realtà italiane, con pezzi più ritmati ed autoironici nei quali mette in mostra le proprie capacità di intrattenitore. Kuti è a pieno titolo uno dei primissimi italiani di seconda generazione ad aver portato un nuovo prototipo di artista nella scena hip hop italiana: quello che rappresenta le nuove generazioni di giovani italiani, con genitori immigrati o di origini straniere.