Brescia, 17 febbraio 2017 - Chiuse le indagini, il sostituto procuratore ha chiesto il rito immediato per i tre richiedenti asilo pachistani arrestati a metà ottobre con l’accusa di avere violentato a Chiari una ragazza di 22 anni. Nei prossimi giorni il processo verrà calendarizzato, con ogni probabilità nel corso della primavera, anche se una data ancora non è stata notificata né alla Procura, né ai legali dei tre indagati in carcere dal momento dell’arresto, quindi la vicenda approderà a palazzo di Giustizia. I tre pachistani, di età compresa tra i 23 e i 26 anni e in Italia da più di anno dopo avere chiesto asilo, hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato e questo in caso di condanna gli garantirà un sconto di un terzo sulla pena emessa dal giudice.

La violenza sessuale, denunciata intorno alla mezzanotte all’interno del parco comunale delle Rogge aveva sconvolto l’intera comunità di Chiari. La giovane aveva raccontato ai carabinieri di essere stata avvicinata dai tre pachistani con una scusa mentre, dopo una serata con amici, stava rientrando a casa con al guinzaglio il suo cagnolino. I tre richiedenti asilo, sempre secondo la denuncia fatta dalla 22enne ai carabinieri della compagnia di Chiari poche ore dopo l’aggressione, l’avrebbero quindi costretta ad entrare nel parco e dopo avere legato il cane ad un albero avrebbero abusato di lei a turno prima di fuggire. La giovane, ferita e sotto choc, aveva avuto la forza di avvertire il fidanzato che l’aveva poi accompagnata a fare denuncia e ad essere visitata in ospedale dove la violenza era stata confermata. Dal racconto fatto i militari di Chiari erano riusciti a risalire in fretta ai tre giovani asiatici richiedenti asilo.

I carabinieri li hanno individuati e fermati all’interno di un appartamento di Chiari messo a disposizione per l’accoglienza dei richiedenti asilo da una cooperativa e dove vivevano due di loro (l’altro risiedeva a Castrezzato in un’altra struttura utilizzata nei progetti di accoglienza). Nel corso dell’interrogatorio in carcere, i tre avevano negato di avere abusato della ragazza. «Si è trattato di un rapporto consenziente – avevano raccontato al magistrato – Le abbiamo dato 15 euro». Non erano stati creduti e ora dovranno cercare di farlo all’interno di un’aula del tribunale di Brescia.