Brescia, 10 novembre 2017 - Non sarebbe stata la meningite a stroncare il 22enne studente universitario deceduto mercoledì pomeriggio al Civile di Brescia dove era stato ricoverato 24 ore prima. A stabilirlo sarebbero gli esami svolti sul corpo del ragazzo. I medici dopo una lunga giornata di analisi sono arrivati alla conclusione che le cause della morte non dovrebbero essere legate né al meningococco né al pneumococco. Già nelle ore successive al decesso dal Civile avevano spiegato che se si fosse trattato di meningite non sarebbe stato un ceppo contagioso.

Immediatamente era quindi stato escluso il rischio di nuovi casi. Per questo motivo l’Ats di Brescia, intervenuta subito dopo la segnalazione della morte dello studente, aveva sospeso la profilassi antibiotica che aveva attivato nei confronti dei familiari del ragazzo e di chi aveva avuto con lui rapporti prima del ricovero. L’azienda per la tutela della salute aveva inoltre rinunciato a ricostruire quanto aveva fatto il ragazzo prima di rivolgersi al nosocomio cittadino.

Serviranno ulteriori accertamenti per fare piena luce sulle cause del decesso del ragazzo. Il 22enne martedì pomeriggio si era rivolto al soccorso del Civile. Ai medici aveva spiegato di non sentirsi bene da qualche giorno. Febbre alta, mal di testa e mal di schiena i sintomi che avevano portato i sanitari del pronto soccorso alla decisione di ricoverare il ragazzo per capire meglio le cause del suo perdurante malessere. Ventiquattro ore dopo le condizioni di salute dello studente universitario, era iscritto alla Facoltà di Ingegneria dell’ateneo cittadino, si aggravate. Nel pomeriggio di mercoledì è quindi sopraggiunto il decesso per cause che solo nelle prossime ore potranno definitivamente essere chiarite da chi ha preso in cura il 22enne.