Brescia, 3 gennaio 2018 - Nel filmato andato in onda lo scorso 8 dicembre dalla trasmissione televisiva "Striscia la notizia" lo si vede chiaramente con nonchalance spaccia in pieno giorno nel piazzale antistante alla stazione ferroviaria di Brescia. Un caso che aveva suscitato clamore mediatico e una marea di polemiche, ma che ha avuto un epilogo positivo. Il pusher immortalato dalla telecamera, un 28enne dell’Algeria, è infatti stato rintracciato dalla polizia di Stato e poi espulso. I poliziotti lo hanno accompagnato a Fiumicino, quindi lo hanno imbarcato su un volo che ha riportato lo spacciatore diventato “famoso” nella terra di origine. L’uomo per ragioni lavorative nel 2011 aveva ottenuto un permesso di soggiorno dalla questura di Brescia e un rinnovo fino al 2015 dalla questura di Cuneo.

Alla scadenza però, il documento non era più stato rinnovato e da allora il magrebino era riuscito a rimanere in Italia nonostante i numerosi fermi per spaccio e reati predatori, ma anche vari ordini di espulsione, regolarmente disattesi. Le immagini riprese con una telecamera nascosta dagli operatori del programma satirico sono servite ai poliziotti per riconoscere e rintracciare il pusher, ma non solo. Il risalto mediatico della vicenda ha consentito alla Polizia di ottenere velocemente dalle autorità consolari algerine un documento di identità valido dell’uomo. Un passaggio indispensabile per dare corso all’espulsione e che spesso a causa della gran mole di richieste si sblocca solo con molto ritardo, complicando gli effettivi rimpatri degli immigrati. Nel caso del 28enne invece il console dell’Algeria di Milano il 15 dicembre scorso ha accordato il rilascio in via eccezionale di un lasciapassare e lo spacciatore è stato obbligato a tornare in Algeria.

La storia in questione però è solo una delle molte quotidianamente registrate dalla Questura di Brescia, che nel 2017 ha disposto 1.138 provvedimenti di espulsione (circa tre al giorno). Atti in prevalenza rivolti a marocchini, nigeriani, senegalesi, tunisini e albanesi. Tra questi 261 sono accompagnamenti alla frontiera, 110 accompagnamenti ai Cie, 79 partenze volontarie e 689 ordini del questore. Un dato che attesta lo sforzo costante messo in campo dagli uomini di via Botticelli, alla prese con carenze di organico e di mezzi, per tenere sotto controllo il fenomeno dell’immigrazione irregolare.