Brescia, 20 giugno 2017 - Condanna all'ergastolo confermata per Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte per la strage di piazza della Loggia a Brescia. I giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione hanno infatti respinto i ricorsi presentati da Maggi, ex ispettore veneto di "Ordine nuovo", e da Tramonte, ex fonte "Tritone" dei servizi segreti, contro la sentenza emessa dalla Corte d'assise d'appello di Milano il 22 luglio 2015. Alla lettura del verdetto era presente in aula, tra gli altri, Manlio Milani, leader del Comitato delle vittime (la moglie rimase uccisa nella strage). Milani ha seguito l'intera udienza del processo. Nella strage avvenuta il 28 maggio 1974 morirono otto persone e altre 102 rimasero ferite.

Il verdetto conferma la sentenza emessa in Corte d'assise d'appello di Milano il 22 luglio 2014, nel processo d'appello bis. Sono state accolte le richieste del pg della Suprema Corte, che nel corso della requisitoria aveva chiesto la conferma del carcere a vita, dicendo che per il popolo italiano "è arrivata l'ora della verità". "Sono molti, troppi i depistaggi e le reticenze che hanno impedito di squarciare il velo che copre la verità, quasi che la coltre di fumo di quel giorno non si fosse dispersa ma avesse continuato a propagarsi sull'intero Paese - ha detto il sostituto procuratore generale della Cassazione, Alfredo Viola, nel corso della requisitoria  -. Spero e credo che i giudici metteranno la parola fine al termine di un processo complesso ma non impossibile. Complesso perché quella strage oltre a mietere tante vittime ha profondamente inciso sul tessuto della nostra democrazia ma non impossibile perché la magistratura ha saputo accertare i fatti e definire le responsabilita' per fatti altrettanto gravi e destabilizzanti". 

Per il Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro, Giuseppe Fioroni, iNtervenuto dopo la sentenza della Cassazione, "è stato riconosciuto il lavoro meticoloso e instancabile dei magistrati bresciani che non hanno mai smesso di cercare la verità. A loro, al Presidente dell'Associazione delle Vittime Manlio Milani, va il nostro rispetto e il nostro ringraziamento per l'impegno profuso in questi anni e per una lezione di civiltà: la verità va sempre cercata e non è mai troppo tardi per farlo". Guido Salvini, giudice istruttore nel processo di Milano sulla strage di Piazza Fontana, ha sottolineato: "L'esito premia l'impegno della Procura di Brescia che non è mai venuto meno in tanti anni".