Brescia, 21 aprile 2017 - Alle sei del mattino il cuore della Brescia romana era già del tutto sveglio. Le scenografiche sculture in tufo alte due metri di Mimmo Paladino erano pronte per essere svestite del cellophane e posizionate nel Capitolium. Procedono alla velocità della luce i lavori per l’allestimento di "Ouverture", la mostra-museo a cielo aperto che l’artista della Transavanguardia sta realizzando a Brescia. Varata nell’ambito di Brixia Contemporary, un percorso ad ampio raggio della Fondazione Brescia Musei e del Comune che ogni anno incaricheranno un nome internazionale dell’arte per offrire uno sguardo inedito sui luoghi della città, consiste in oltre settanta pezzi di grandi dimensioni, visitabili dalla cittadinanza gratuitamente.

Una rassegna resa possibile grazie a un’alleanza tra arte e alcune imprese. Corpi con teste d’argento, cerchi, stelle, vasi ermetici, specchi riflettenti e totem saranno disseminati per Brescia, dalla razionalista piazza Vittoria fino alle domus romane di Santa Giulia, come tracce da seguire per viaggiare a ritroso nel tempo. Il taglio del nastro sarà il 6 maggio – la mostra rimarrà aperta fino al 7 gennaio 2018 - ma ovunque i lavori fervono. "La gente risponde bene, vedo molta curiosità" evidenzia l’assessore alla Cultura Laura Castelletti. Ruspe, operai, gru e transenne hanno movimentato piazza Vittoria, dove hanno trovato posto il ‘Sant’Elmo’, lo ‘Scriba’, il gigantesco ‘Zenith’ - la struttura equestre alta 5 metri già posizionata a Bruxelles per inaugurare la presidenza italiana della Ue - l’anello ciclopico, la ‘Stella’.

A completare le sei sculture manca solo la grande stele in marmo nero creata apposta da Paladino per l’occasione. "Arriverà il primo maggio" assicura Di Corato. Troverà posto temporaneamente sul basamento del "Bigio, la statua fascista che da 70 anni giace nei magazzini comunali, oggetto di battaglia da parte del centrodestra che lo rivorrebbe in piazza. Intanto ieri è stata la volta dello spacchettamento dei I 20 Testimoni del 2009, statue in tufo destinate all’area archeologica del Capitolium, che sarà completata oggi. Nei prossimi giorni toccherà ai cinque Specchi ustori in ottone, opere del diametro di 5 metri, pure realizzate apposta per l’evento, da sistemare nel Teatro Romano.