Calcinato (Brescia), 6 dicembre 2017 - «Se lo rifarei? Non posso dirtelo. So però che se vedessi una donna aggredita fuori da casa mia salterei il cancello e mi butterei contro chi le sta facendo del male». Giuseppe Chiarini è il 40enne di Calcinato che, per avere sparato ad un rapinatore romeno che con alcuni complici aveva assaltato lo sportello bancomat di un istituto di credito a circa 600 metri da casa sua, è finito a processo per tentato omicidio e ha patteggiato una pena di due anni e otto mesi. Ovvero quattro mesi in più rispetto a quella patteggiata del ventenne bandito romeno rimasto ferito quella notte.

«Questa è l'Italia– commenta al di là del cancello della abitazione suddivisa in appartamenti in cui vive con la madre e altri familiari – Io appaio come il delinquente. Mi hanno tolto il porto d’armi, tolto i fucili e ora rischio addirittura di dovere pagare i danni a quel bandito. La gente del paese è però dalla mia parte. Uno dei miei vicini, il giorno dopo la rapina, mi ha detto che pure lui quella sera voleva sparare ma la moglie lo aveva fermato». E ancora: «Le istituzioni mi hanno lasciato solo: un rappresentante del Comune è venuto qui da me e nemmeno in veste ufficiale. Questa è la dimostrazione che siamo in balia di chi viene qui per commettere reati sapendo di poter restare impunito. Anche i carabinieri, quando sono venuti da me, sembravano imbarazzati per quello che dovevano fare».

Giuseppe ricorda benissimo quella notte della fine di gennaio di un anno fa. «Ho sentito un botto fortissimo – racconta – Pensavo fosse un incidente. Dalla finestra ho visto sulla strada sotto casa un furgone che correva all’impazzata trascinando qualcosa. Quando si è fermato ho preso la pistola e sparato due colpi in aria. Dal furgone è sceso qualcuno con in mano qualcosa. Mi sono spaventato perché in quel momento mia cognata era nel cortile con il cane e ho sparato contro il furgone». Due colpi hanno raggiunto uno dei banditi che i complici hanno portato in Romania per essere curato. «Ha fatto 18 ore di viaggio – spiega Chiarini – fosse stato grave non sarebbe arrivato a casa». Interviene l’assessore regionale Viviana Beccalossi: «In Italia le guardie pagano più dei ladri. I cittadini sono sempre di più lasciati soli e, quando intervengono, rischiano di pagare per tutta la vita la legittima reazione di un istante».