Salò (Brescia), 10 marzo 2017 - C'è anche un quadro di Adolf Hitler al museo della Follia curato da Vittorio Sgarbi, che apre domani al Museo di Salò. Il piccolo olio, destinato a far discutere, arriva da un prestito. Appartiene infatti a un collezionista privato tedesco e non era mai stato esposto prima. La scelta dell'intellettuale e critico d'arte non è dettata da ragioni artistico, anzi il parere di Sgarbi è tranchant nei confronti dell'opera del fuhrer. Il quadro commenta Sgarbi senza mezzi termini "è una cagata, è un quadro di un disperato, potrebbe essere stato fatto da Kafka, dice molto della sua psiche: qui non si vede la grandezza, qui si vede la miseria". 

Presentando la mostra, il direttore del MuSa, Giordano Bruno Guerri, ha ricordato che  Adolf Hitler disse all'ambasciatore britannico Neville Henderson: "Io sono un artista e non un politico, una volta che la questione polacca sarà risolta voglio finire la mia vita come un artista". "E sarebbe stato meglio - ha commentato il direttore del Musa e del Vittoriale - anche se pure come artista non era un granché". Il quadro, per il curatore Vittorio Sgarbi, "non è l'opera di un dittatore ma di un poverino, rivela un'anima profondamente malinconica". Scuro e claustrofobico, il dipinto a olio, di cui non si conosce la datazione, è di proprietà di un collezionista tedesco che lo ha voluto prestare al Museo della follia ma non ha voluto che venisse reso noto il suo nome.