BRESCIA - "Il termoutilizzatore di Brescia ha trattato esclusivamente rifiuti che era autorizzato a valorizzare energeticamente, e il presunto omesso trattamento dei rifiuti da parte di altri soggetti prima del conferimento a Brescia avrebbe comportato non un vantaggio ma un danno economico per la stessa A2A Ambiente. E' inoltre importante sottolineare che il presunto mancato trattamento non ha avuto alcun riflesso ambientale". A dirlo con una nota diffusa nella serata del 10 ottobre è A2A Ambiente, nel mirino della magistratura nell'ambito di un'inchiesta sul traffico di rifiuti dalla Campania al Nord Italia sfociata in due arresti, 26 persone sotto indagine.

Anche varie società sono appunto finite sotto la lente della Procura, la quale nei loro confronti ha chiesto al giudice un provvedimento di interdizione. "Gli addebiti rivolti ad A2A Ambiente riguardano lo smaltimento negli anni 2014-2015 di circa diecimila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi di origine urbana e non dunque le ecoballe che sarebbero stati conferiti senza il preventivo trattamento - si difende la multiutility ribadendo la propria estraneità alle contestazioni - . L'azienda tratta oltre 4 milioni di rifiuti l'anno in impianti di recupero di materia e di energia che rappresentano un'eccellenza nel panorama nazionale. I trattamenti avvengono in impianti che applicano le migliori tecnologie disponibili sul mercato grazie anche agli interventi di miglioramento delle performance messi costantemente in atto".