Castenedolo (Brescia), 17 giugno 2017 - «Se si fa in quattro per renderti felice, è una pizza». L’aforisma è di un anonimo, ma è diventato un mantra. E lui, Raffaele Montella, pizzaiolo di Castenedolo, alle porte di Brescia, c’ha messo la firma. E pure la faccia, partendo per Napoli (lui stesso è originario di Portici) per sfidare, proprio in casa loro, i più grandi artigiani della «pizza napoletana verace» e per giunta durante la più grande manifestazione internazionale di settore. E volendo sorprendere la giuria del «Napoli Pizza Village 2017», il campionato internazionale dei pizzaioli, si è inventato l’improbabile, omaggio alla Lombardia in cui vive da anni e alle strepitose zone vitivinicole del Bresciano, una “Pizza Franciacorta”, con pasta maturata per almeno 48 ore, provola di Agerola e due ingredienti che sono la summa del buon gusto in quella terra benedetta tra il lago d’Iseo e Monte Orfano: lardo aromatizzato al Curtefranca, uva Chardonnay dei vitigni locali e, all’uscita della pizza dal forno, una sana spruzzata di bollicine dell’elegante Ca’ del Bosco. Come dire: Raffaele ci prova, 36enne tosto, segno zodiacale Scoprione, una vita a lavorare nella ristorazione e da poco più di un mese, la sua nuova pizzeria a Castenedolo, in via Montorello, dove peraltro stupisce i clienti anche con una «Pizza Bordy», ripiena di ricotta e aggiunta di mozzarela e pomodori di Sammarzano o con la sorprendente Pizza Raffaele, ripiena di parmigiana di melanzane, provola, bufala e crudo di Parma.

Sfida non facile. Da oggi, Montella presenterà i suoi capolavori nello stand posizionato sul lungomare Caracciolo, dividendo onere e onore con una cinquantina di altri pizzaioli e davanti al mare di folla che tradizionalmente si accalca tra gli spazi di questa kermesse, che lo scorso anno ha fatto segnare 600mila presenze in nove giorni. Appuntamento fatidico, davanti alla giuria, l’ultimo giorno: dita incrociate, l’attenzione alla cottura e al rispetto della pizza con il classico «cornicione» e qualche bottiglia di «sparkling wine» a portata di mano. Che vinca o no, è presto per dirlo. Ma che il suo gesto sia un atto d’amore per la terra che l’ha adottato è evidente e che valga un brindisi con il «re delle bollicine» è un dogma.