Brescia, 15 luglio 2016 - Due condanne all'ergastolo per il duplice delitto di Francesco Seramondi e della moglie Giovanna Ferrari, uccisi l'11 agosto dello scorso anno all'interno della loro pizzeria da asporto nella prima periferia di Brescia. Il gup Alessandra Sabatucci ha condannato all'ergastolo il pakistano Mohammad Adnan e l'indiano Sarbjit Singh, i due esecutori materiali del duplice delitto. Pena di 20 anni invece per Santokh Singh, indiano, che aveva contribuito alla realizzazione del piano criminale. Condannato a sei anni Gurjet Singh, altro soggetto indiano che aveva fornito le armi. Per questi ultimi due il gup ha disposto l'espulsione dall'Italia una volta scontata la pena.

RIVALE IN AFFARI - Il duplice omicidio fu compiuto come punizione contro Seramondi, colpevole secondo gli assassini, di portare via lavoro alla pizzeria concorrente di Adnan, che per questo motivo pianificò (poche settimane prima fu ferito un dipendente albanese di Seramondi) e portò a compimento la spedizione punitiva. Per quanto riguarda la moglie, Giovanna Ferrari, gli assassini hanno detto durante il processo che la sua uccisione avvenne "per errore". 

IL FIGLIO - "Giustizia è fatta, con questa sentenza si è pensato anche al prossimo, perché questa è gente che avrebbe potuto ammazzare ancora". Così Marco, figlio dei coniugi Seramondi, ha commentato le condanne nei confronti dei killer dei suoi genitori. Gli avvocati dei due condannati hanno invece annunciato ricorso in appello. Secondo Nicola Mannatrizio legale di legale di Sarbjit Singh la "Pena è troppo severa, il mio assistito ha solo accompagnato chi ha sparato". "Non ci aspettavamo una sentenza diversa, - hanno invece detto gli avvocati di Adnan - ma ci sono margini per ricorrere in appello".