Brescia, 4 ottobre 2017 - Anche per la corte d’Appello di Brescia ha abusato di cinque bambine dal 2012 e fino alla primavera del 2016. Per questo la corte ha confermato la condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione emessa alla fine dello scorso febbraio dal gup Paolo Mainardi che al termine del processo celebrato con il rito abbreviato solo in parte aveva accolto le richieste della pubblica accusa che avrebbe voluto una condanna a dieci anni di carcere. Nessuno sconto di pena per il 71enne pensionato di Roncadelle arrestato nell’aprile di un anno fa con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di cinque bimbe che oggi hanno tra i 9 e i 12 anni.

La difesa dell’uomo aveva chiesto la possibilità di sottoporre il 71enne a perizia, il giudice ha però respinto la richiesta e ieri il processo di secondo grado si è aperto e chiuso dopo alcune ore di camera di consiglio. Le sue morbose attenzioni avevano preso di mira due nipoti naturali, la nipote della convivente, una nipote acquista (la figlia della compagna di uno dei figli della convivente) e una piccola vicina di casa. "È solo un gioco – diceva loro l’uomo mentre le spogliava per poi infilare le sue mani sotto le loro mutandine – Questo è il nostro segreto".

Le bambine impaurite per anni avevano mantenuto quel terribile segreto. "Ci diceva di non raccontare nulla – avevano spiegato le bambine a chi ha raccolto le loro dolorose testimonianza nel corso dell’incidente probatorio – Ci chiedeva di fare cose schifose e urlava quando gli dicevamo avremmo detto tutto a casa". Poi a Pasqua del 2016 la mamma di una di loro, insospettita da alcune frasi dette dalla figlia, era riuscita ad abbattere il muro del silenzio. Così si era immediatamente rivolta alla polizia per denunciare tutti gli episodi.

L’indagine della squadra Mobile, coordinata dall’allora sostituto procuratore di Brescia Isabella Samkek Lodovici, aveva portato pochi giorni dopo all’arresto del pensionato prelevato dalla casa di un fratello dove aveva trovato ospitalità dopo che la convivente, e nonna di una delle sue vittime, lo aveva allontanato di casa. L’uomo, che ieri era in aula ma non ha voluto dire nulla, era finito in carcere a Brescia e poi trasferito a Pavia prima di essere messo ai domiciliari. "Ho perso la lucidità – ha ammesso il pensionato che nel corso del processo di primo grado aveva chiesto perdono alle bimbe e alle loro famiglie – Sono stati gli atteggiamenti delle bambine a provocarmi".