Brescia, 30 dicembre 2017 - Dramma a Napoli, dove un bambino di tre anni è morto poche oro dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso dell’ospedale pediatrico ‘Santobono Pausillipon’, a seguito di un arresto cardiaco. La famiglia del piccolo è napoletana di origine ma residente da anni a Bagnolo Mella, nel Bresciano. La direzione aziendale ha affidato a una commissione l’incarico di accertare quanto accaduto. È quanto riferisce una nota diramata dall’ospedale napoletano.

Questi i fatti: il piccolo, proveniente da Ercolano, un comune del Vesuviano, è giunto giovedì sera al pronto soccorso in codice verde. I sanitari hanno riscontrato segni di infiammazione delle vie aeree, dolori addominali e diarrea. A seguito della visita e di ecografia, valutato il quadro clinico, si è ritenuto di non procedere al ricovero: il bambino, cui sono stati prescritti alcuni farmaci e la richiesta di un controllo medico dopo 24 ore, è così rientrato a casa. Fino al drammatico epilogo di ieri.

Il bimbo è giunto alle 7 accompagnato dal 118 al pronto soccorso in arresto cardiaco e, nonostante le procedure rianimatorie, alle 7.43 è deceduto. I sanitari dell’ospedale hanno richiesto un riscontro autoptico e la direzione aziendale ha affidato a una commissione costituita dal direttore medico del presidio, dal responsabile del rischio clinico e dal prof. Pierpaolo Di Lorenzo, medico legale della Università degli Studi di Napoli Federico II, l’incarico di verificare e riferire sull’accaduto.

Dall'inizio del 2017 circa 100.000 bambini sono stati accolti dal pronto soccorso del Santobono, secondo dati dell'ospedale, e il reparto, per numero di casi e appropriatezza dei trattamenti, è considerato un eccellenza in Italia. "La direzione dell'azienda, fiduciosa nell'azione delle Autorità competenti - riferisce una nota dell'ospedale -, così come della professionalità ed abnegazione dei propri sanitari, esprime alla famiglia sentite condoglianze e la più fattiva vicinanza, assicurando la massima collaborazione nell'individuare le cause della dolorosa vicenda".