Brescia, 12 ottobre 2017 - Un'altra ragazza avrebbe subito abusi nell'infermeria della palestra, trasformato in stanzino del sesso proibito dal 43enne maestro di karate bresciano, arrestato una settimana fa per aver consumato rapporti sessuali con le sue allieve minorenni. La settima presunta vittima oggi ha 22 anni, è residente nel Mantovano e questo pomeriggio, in Procura a Brescia, ha spiegato di aver conosciuto l'istruttore a 16 anni e di averlo frequento per circa un anno. Si aggrava ancor più la posizioned el 43enne, detenuto da una settimana nel carcere di Brescia con le accuse di detenzione di materiale pedopornografico, rapporti sessuali con minori, violenza di gruppo e atti sessuali con minori. 

Si allarga quindi l'inchiesta che, oltre all'istruttore, vede indagate a piede libero altre tre persone. Dal carcere bresciano di Canton Mombello l'uomo, sposato, non ha ancora raccontato la sua verità dopo che nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Alessandra Di Fazio si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Confermo, non ha parlato - ha detto nei giorni scorsi il suo avvocato, Andrea Zanotti -. Stiamo ancora leggendo tutta la mole di prove accusatorie e poi valuteremo il quadro complessivo in modo da dare la giusta dimensione ai fatti".