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Stranieri, la disoccupazione galoppa

di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE sale anche per gli stranieri, passato dal 4 al 7% fra il 2007 e il 2008. Lancia l’allarme lavoro anche per gli immigrati l...
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di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE sale anche per gli stranieri, passato dal 4 al 7% fra il 2007 e il 2008. Lancia l’allarme lavoro anche per gli immigrati l’Annuario 2009 sul’immigrazione che puntualmente viene pubblicato dal Cirmib, centro di ricerche interuniversitario sul fenomeno, ieri illustrato nell’aula magna della Cattolica alla presenza della curatrice Elena Besozzi, docente di Sociologia dei processi culturali. L’annuario approfondisce e analizza la situazione del 2008 che, dal punto di vista economico, è in fase di peggioramento.

LE PROIEZIONI per il 2009 appena trascorso parlerebbero di un 16 per cento di maschi senza lavoro. Con la disoccupazione, è l’avviso, potrebbe crescere la percentuale del lavoro nero, già assestata attorno al 15 per cento. L’irregolarità della presenza in Italia ha avuto un crollo fra il 2007 e il 2008 ma quasi soltanto per l’emersione dei romeni diventati europei. Sono soprattutto le badanti, moldave e ucraine ad avere alti tassi di irregolarità, mentre i più bassi li troviamo fra i pakistani. Ma gli europei dell’Est sono anche i meno disoccupati, a fronte di un magrebino su dieci in cerca di un posto. La cifra positiva è data dal 41% di lavoratori a tempo indeterminato, superiore a quella dei precari a vario titolo, il 25%. Le casalinghe sono il 13per cento e c’è poi il 7% degli studenti. Esiste si può dire una distinzione etnica nei settori lavorativi. Prevalgono nell’edilizia romeni, albanesi, serbi, nel tessile-abbigliamento i cinesi, nell’agricoltura indiani e pakistani, nel commercio i senegalesi, nella ristorazione e nei trasporti gli egiziani.

LO STUDIO del Cirmib non parla della crescente imprenditoria straniera che conta imprenditori da 110 nazionalità, al primo posto i cinesi. Fonti della Camera di commercio dicono di 11.500 imprenditori extracomunitari nel 2008, il che pone Brescia seconda in Regione dopo Milano e ben al di sopra di tutte le altre province lombarde.
Gli ambiti prevalenti sono il commercio, il manufatturiero, le costruzioni, i trasporti. In aumento sono i servizi alla persona ancora tuttavia a bassi numeri, 274 in totale. Nella pubblica amministrazione nessuno straniero ha cariche manageriali, e non c’è nessun pescatore non italiano con la sua barca sui laghi. Caratteristica delle imprese straniere è però la breve durata, solo il 2% supera i cinque anni di attività. L’indice di povertà, calcolato dall’Istat con soglia a 950 euro per famiglia di due persone, è del 23%, una donna su quattro, un uomo su cinque. Questo è un problema, al quale se ne può aggiungere un altro a detta egli studiosi.
Oggi la popolazione straniera è giovane e dinamica, con i venti-quarantenni oltre la metà, ma, col futuro processo di invecchiamento, assomiglierà sempre più agli autoctoni con i medesimi bisogni di protezione e di servizi.

L’IMMIGRAZIONE non invertirà ma attenuerà soltanto l’incanutimento degli abitanti del Belpaese e anche gli immigrati che restano saranno a carico del sistema pensionistico, tra l'altro con percorsi contributivi poco confortanti. La situazione del lavoro si collega strettamente alla casa. Nel 2008 i possessori della propria abitazione erano il 21%.

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