Lonato del Garda (Brescia), 6 ottobre 2017 - "Carmelo è una persona che ti faceva sentire almeno inizialmente più forte e più bella poi pian piano iniziava a diventare morboso, quasi fosse una costante prova e pressione psicologica". Così una delle vittime descrive l’uomo che per diverso tempo l’ha costretta a subire rapporti sessuali. Carmelo Cipriano, siciliano di 42 anni residente in zona Garda, ieri mattina è finito in carcere a Brescia. Pesantissime le accuse che hanno portato il Gip ad accogliere la richiesta di misura cautelare avanzata dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani. Prostituzione minorile, violenza sessuale di gruppo e detenzione di materiale pedopornografico i reati contestati all’uomo, istruttore di karate in una palestra.

E proprio tra le sue allieve minorenni Cipriano, secondo quanto ricostruito dalla Procura che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Brescia, sceglieva le sue vittime. Per anni (le indagini hanno portato alla luce episodi del 2003), il maestro di arti marziali avrebbe abusato del suo ruolo per avere rapporti sessuali completi con le ragazzine. In alcuni casi con Cipriano c’erano altri uomini, tre (un milanese di 50 anni, un mantovano del 1974 e un 31enne sudamericano residente a Sirmione) quelli al momento soltanto indagati per violenza sessuale di gruppo, spesso contattati in internet o che gravitavano anche con ruoli dirigenziali intorno al pianeta del karate. "Dal 2003 Cipriano sistematicamente commette sempre lo stesso tipo reato con le stesse modalità – osserva il pm nella richiesta di custodia cautelare in carcere eseguita ieri all’alba quando il 43enne, sposato e padre, è stato fermato prima di essere condotto a Canton Mombello - La palestra dove svolge la professione di insegnante di arti marziali e personal trainer, costituisce un bacino inesauribile di potenziali vittime". Sei le ragazze, dai 15 ai 21 anni, che hanno raccontato quello che è accaduto nella palestra fino all’agosto dello scorso anno.

A far partire l’inchiesta proprio una di loro, oggi maggiorenne, che dopo avere visto Cipriano uscire con una giovanissima allieva dallo stanzino della palestra dove si consumavano i rapporti sessuali ha deciso di alzare il velo su questa tristissima vicenda. Prima i complimenti, poi gli apprezzamenti sempre più spinti e le avances che terminavano nei rapporti sessuali, anche di gruppo, ricompensati con qualche regalino. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Cipriano avrebbe plagiato le ragazzine costringendole a contattare altri uomini sui social network per organizzare incontri sessuali di gruppo. "Era conscio della nostra età – ha sottolineato una delle sue giovani vittime quando è stata sentita dagli inquirenti – Per questo quando i miei genitori mi hanno allontanata dalla palestra aveva paura che prendessero provvedimenti chiamando la polizia e i carabinieri".