Brescia, 27 aprile 2016 -  Al via, questa mattina, l'udienza preliminare del nuovo processo Green Hill che vede cinque imputati: tre dipendenti dell'allevamento di cani beagle destinati alla vivisezione chiuso a Montichiari, nel Bresciano, nell'estate del 2013 e due veterinari dell'Asl di Lonato. Tutti hanno chiesto la celebrazione del processo con rito abbreviato, in particolare i due veterinari hanno chiesto l’abbreviato condizionato ad una perizia tecnica.  La decisione sull’accoglimento della richiesta è prevista per la prossima udienza, aggiornata al prossimo 19 ottobre. 

Va ricordato che il 26 febbraio 2016 la corte d’appello di Brescia ha già confermato le condanne emesse in primo grado nei confronti dei vertici di Green Hill: un anno e sei mesi per Renzo Graziosi (veterinario della struttura) e per Ghislene Rondot, cogestore di Green Hill. Condanna confermata ad un anno per il direttore Roberto Bravi. Erano accusati di maltrattamento e di uccisione di animali (articoli 544bis e 544ter del Codice penale), ovvero di eliminare i cani di razza Beagle non perfettamente rispondenti ai requisiti richiesti dalle aziende farmaceutiche che praticano sperimentazione animale.

ENPA AMMESSO PARTE CIVILE -  L'Ente Nazionale Protezione Animali è stato ammesso come parte civile al processo "Green Hill bis" che si è aperto oggi a Brescia. Pesanti le accuse a carico dei veterinari che devono rispondere dei reati di concorso in maltrattamento di animali, falsa testimonianza, omessa denuncia e falso in atto pubblico, mentre i dipendenti devono rispondere solo del reato di falsa testimonianza. "A differenza dei dipendenti, i due medici veterinari della struttura - ha spiegato l'Avvocato Valentina Stefutti - che rappresenta Enpa nel procedimento giudiziario hanno chiesto di accedere al rito abbreviato; una richiesta, questa, subordinata alla presentazione di una relazione tecnica da parte di un consulente della difesa. Naturalmente, non appena sarà depositato tale documento, noi produrremo a nostra volta una 'controrelazione' tecnica per fornire al giudice un piu' ampio quadro possibile di quanto accaduto a Green Hill e della catena di responsabilita'". Per questa ragione, Enpa in udienza ha formulato una precisa richiesta in tal senso. Secondo Enpa, pur trattandosi di due processi distinti, l'esito del Green Hill 1, che ha superato anche l'esame della Corte d'Appello, non potrà non avere effetti anche sul procedimento che si è aperto oggi. "I due gradi di giudizio - ha proseguito Stefutti - hanno accertato che nell'allevamento di Montichiari sono stati commessi reati contro gli animali, per cui auspichiamo che Green Hill bis possa accertare le responsabilita' di coloro i quali, oltre ai vertici della struttura, secondo l'ipotesi accusatoria potrebbero aver contribuito a tali reati".