Brescia, 12 gennaio 2018 - Per gli investigatori della Guardia di Finanza che hanno condotto le indagini coordinate dalla Procura di Brescia, l’ufficio di consulenza tributaria e del lavoro finito nel loro mirino, lo studio Gesti di Milano, era «un laboratorio in cui venivano studiate e messe in pratiche operazioni di ogni tipo per non pagare le tasse». Ai clienti, in gran parte imprenditori del settore edile, il titolare Graziano Gesti, un bergamasco di 42 anni figlio di Franco Gesti morto un paio di anni fa e ministro del principato di Antartic Land (una realtà non riconosciuta dall’Onu con sede nell’Antartide e che nelle intenzioni dei suoi fondatori doveva trasformarsi in un immenso paradiso fiscale tra i ghiacci), era in grado di offrire un servizio “all inclusive” per frodare il Fisco.

A disposizione c’era un pacchetto di assistenza fiscale e tributaria che permetteva ai clienti di ottenere domiciliazioni fittizie (l’indirizzo di una delle società corrispondeva a quello della sala comandi della stazione ferroviaria di Rovato, nel Bresciano), contabilità non veritiera grazie a fatture false (alcune fatte utilizzando i loghi di società reali e ignare di quello che stava succedendo) che servivano per creare “la provvista” di Iva necessaria per le successive compensazioni d’imposta; prestanome. Il servizio funzionava ed era molto rischiesto, tanto che la frode acertata nei confronti dell’Erario è di 1,37 miliardi di euro. Il “giochino” si è rotto l’altra mattina, quando sono state eseguite 25 misure cautelari. Otto le persone finite in carcere (4 bresciani, 3 bergamaschi e 1 parmense), nove quelle ai domiciliari (7 bresciani e 2 bergamaschi) e otto quelle sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (4 bresciani, 2 bergamaschi, 1 lodigiano e 1 varesino). Complessivamente sono 86 gli indagati, 176 le società gestite dallo studio di consulenza e, di queste, 164 quelle che attraverso fatture false hanno eseguito false compensazioni e occultato la contabilità.

Pesanti i reati i contestati: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, occultamento e distruzione di documenti contabili, indebita compensazione, truffa aggravata, bancarotta fraudolenta, impiego di denaro, beni od utilità di provenienza illecita, sostituzione di persona, falsa dichiarazione ad un pubblico ufficiale sulla propria od altrui identità. A quattro persone, tre bergamaschi (Graziano Gesti, il titolare dello studio, Elisabetta Dell’Onore, la sua compagna, e Fabrizio Musetti, il factotum della società di consulenza) e un lodigiano (il 77enne Antonio Roveda, uno dei prestanome), è contestata anche l’associazione a delinquere. L’indagine (più di 60mila le intercettazioni svolte), iniziata nel 2015 dopo alcune anomalie riscontrate nei conti delle società, ha portato al sequestro di beni per oltre 180 milioni di euro tra immobili (199 distribuiti in tutta Italia), auto (58, tutte di grossa cilindrata) e terreni.