Salò (Brescia), 4 giugno - Una fonte etrusca sotto un antico monastero? L’associazione bresciana Xplora, nata nel 2011 per fare indagini storiche e speleologiche partendo da leggende locali, si è spinta oltre i confini bresciani per indagare sotto l’antico convento di Santa Maria, capolavoro rinascimentale dei Gonzaga sorto su rovine romane, a Castiglione delle Stiviere. "Si tratta di una stanza circolare – spiega Andrea Bosio, speleologo salodiano di adozione, ma originario del mantovano – che contiene una fonte di acqua limpidissima, che alcuni ritengono sacra".

Uno storico del 1800 riferisce di aver visto un affresco che richiamerebbe l’epoca etrusca, un guerriero su una biga con arco e frecce ed una volta stellata. "Di questo affresco non c’è traccia – spiega Bosio, che ha ispezionato il luogo – per cui non abbiamo la prova certa che sia etrusca, sarebbe inesatto dare la conferma. Quel che è certo è che c’è ancora molto da esplorare: ci sono cunicoli murati, di cui uno sembra andare sotto il castello, che fanno supporre che si nasconda molto altro ancora".

Non è sempre facile, però, ottenere i permessi per portare avanti le esplorazioni. Lo sanno bene i ragazzi di Xplora, che hanno già riportato alla luce diversi bunker della Repubblica di Salò ed un aereo militare abbattuto nella Seconda guerra mondiale. Tra i progetti in corso, ci sono esplorazioni in Val Sabbia e nei sotterranei di Carpenedolo.