Darfo Boario Terme (Brescia), 11 gennaio 2018 -Hanno trasformato l’isola ecologica di Darfo Boario Terme in una sorta di supermercato del rottame (ma non solo) grazie alla compiacenza di alcuni lavoratori della cooperativa a cui era stato affidato l’incarico di gestirla. Nei guai sono finiti in tredici persone, tutti uomini residenti tra Darfo e Niardo, accusati dalla Procura di Brescia di furto aggravato dall’averlo commesso all’interno di una struttura pubblica e con abuso di prestazione d’opera.

Tra i tredici indagati ci sono anche 6 dipendenti del Comune di Darfo Boario, operai tra i 54 e i 62 anni, e tra questi anche l’uomo denunciato nei mesi scorsi dalla Finanza della tenenza di Pisogne perché dopo avere timbrato il cartellino abbandonava il posto di lavoro per andare a coltivare il proprio orto o più semplicemente leggere il giornale al bar sorseggiando un aperitivo. I sei dipendenti pubblici, e con loro altri cinque uomini (due sono stranieri: un macedone e un tunisino) grazie alla compiacenza di due lavoratori della cooperativa Sol.Co entravano nell’isola ecologica e se ne andavano portando via elettrodomestici oltre a materiale ferroso ed elettrico. Una ventina gli episodi accertati dagli inquirenti (5 quelli contestati anche due dipendenti della cooperativa), le indagini coordinate dalla Procura sono state svolte dalla polizia Locale di Darfo dopo una serie di segnalazioni che hanno fatto scattare i controlli mirati, e avvenuti tra il 16 e il 28 settembre del 2017. Il “furbetto del cartellino” in quel periodo era già indagato per le assenze ingiustificate (la Finanza lo aveva tenuto d’occhio per diversi mesi, da ottobre 2016 allo scorso marzo), ma questo non gli ha impedito di fare la spesa non autorizzata nell’isola ecologica. L’uomo a metà novembre è stato licenziato (ha preannunciato di volere fare ricorso), la stessa sorte potrebbe capitare anche agli altri suoi colleghi coinvolti.