Brescia, 31 dicembre 2017  - Una pensione che fa rumore quella del medico di base di Caionvico. Dopo più di 30 anni di servizio il dottor Daniele Milesi si dedica al meritato riposo, lasciando un grande vuoto per gli abitanti di Caionvico che già un anno fa aveva salutato la farmacia. Dopo la chiusura, a Natale, anche dello storico minimarket di via Sant’Orsola, nel centro storico non sono rimasti servizi minimi. "Premetto che a Caionvico si vive bene – spiega il consigliere di quartiere Alessandro Sassi –, in questi anni sono arrivati anche tanti giovani e ci sono tante belle realtà associative. Il problema è che i 2.300 abitanti sono insufficienti per attirare o far restare le attività economiche".

Come accade ovunque, a dar filo da torcere alle piccole botteghe ci sono anche i vicini centri commerciali, molto più appetibili per varietà di scelta e prezzi per chi può spostarsi in auto o in bici. I maggiori disagi sono soprattutto per i più anziani: gli over 65 sono circa 600, un quarto dei residenti. "Non è corretto dire che rimaniamo senza medico. Ce n’è uno – ricorda Sassi – che ha l’ambulatorio su viale Sant’Eufemia, dove si è spostata anche la farmacia. Siamo sempre nei confini amministrativi del quartiere: il problema è che non è più a portata di mano per chi si sposta con difficoltà". Per raggiungere medico e farmacia, in caso di bisogno, bisogna percorrere via della Musia, particolarmente stretta. Chi va a piedi o in bici lo fa a suo rischio e pericolo: per percorrerla in sicurezza bisogna attendere la conclusione dei lavori già avviati per la realizzazione della pista ciclo-pedonale. Anche così, però, ci sarà comunque da camminare un bel po’.

"Visto che ci sono dei medici – spiega Sassi – che devono entrare in servizio, potrebbe essere utile che uno presidi la zona almeno per un paio di giorni alla settimana. È una proposta per andare incontro all’esigenza dei più anziani. Un quartiere di 2.300 persone dovrebbe avere un medico di base a portata di mano". Se sul presidio sanitario si può trovare qualche soluzione intermedia, resta molto più complicato attirare attività commerciali, che seguono giustamente logiche di profitto, nel centro del quartiere, che, fino agli anni ’30, era Comune. Non che gli abitanti corrano il rischio di restare a bocca asciutta, vista la presenza di grandi realtà commerciali a pochi passi, al di là della statale. Sulla via principale resta come punto di riferimento ancora il bar della piazza, la parrocchia e l’oratorio sono molto attivi e sono il nucleo della vita sociale. "Caionvico – conclude Sassi – è rimasto privo di servizi minimi, di cui soprattutto i più anziani hanno bisogno. Detto questo, è un quartiere vivace, dove si vive bene per molti motivi".