Brescia, 31 gennaio 2017 - Un bimbo di tre anni che finisce in pronto soccorso con i sintomi di una influenza gastrointestinale, viene dimesso perché il caso non sembra destare particolare preoccupazione e la mattina dopo muore. È la vicenda sconvolgente piombata addosso a una famiglia originaria di Ercolano, alle porte di Napoli, che da anni vive a Bagnolo Mella, Bassa bresciana. Ferdinando e Carmela Corso il 20 dicembre erano tornati in Campania con i due figli, Christian, tre anni e mezzo, e Martina, otto, per trascorrere le feste dai parenti. Venerdì hanno perso così, nel modo più assurdo e sconvolgente, il secondogenito.

Sul caso sono aperte due inchieste, una della Procura di Napoli e una interna all’ospedale partenopeo Santobono. «Me l’hanno ammazzato, me l’hanno ammazzato», si è sfogato il padre prima di chiudersi in una disperazione senza parole. La sequenza dei fatti è rapida e racchiusa nello spazio di una notte. Giovedì sera il piccolo Christian si sente male, e viene accompagnato in pronto soccorso. I sanitari riscontrano segni di infiammazione delle vie aeree, dolori addominali e diarrea ma, a differenza di qualche ora prima, non ha la febbre. La situazione non è considerata grave, il bimbo viene accolto in triage in codice verde, visitato e sottoposto a un’ecografia. Il quadro clinico non spinge il personale medico a disporre il ricovero e, verso sera, scattano le dimissioni. Unica prescrizione, un trattamento farmacologico e un controllo dal medico curante da eseguire nel giro delle successive 24 ore. Nel corso della notte però, improvvisamente, le sue condizioni precipitano. Christian alle sette del mattino torna d’urgenza all’ospedale Santobono, questa volta in ambulanza.

Arriva già in arresto cardiaco e, nonostante i tentativi di rianimazione, alle 7,43 muore. Un mistero. La Procura ha disposto l’autopsia, acquisito la cartella clinica e documenti, mentre la direzione aziendale dell’ospedale ha affidato a una commissione costituita dal direttore medico del presidio, dal responsabile del rischio clinico e dal medico legale della Università degli Studi di Napoli Federico II Pierpaolo Di Lorenzo l’incarico di fare luce sulla vicenda. La notizia ha ovviamente sconvolto amici e familiari di Ferdinando e Carmela - lui ferroviere di base a Iseo e calciatore amatoriale, lei mamma a tempo pieno - che dal 2008 hanno preso casa nel centro del piccolo paese bresciano dove entrambi i figli della coppia sono nati. Ieri sera, nel centro di Ercolano, è stata organizzata una fiaccolata di solidarietà.