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Gavardo, l'accusato è il figlio "Lite con i genitori per droga"

Li avrebbe colpiti con mosse di thai boxe

Pietro Antonelli e Alba Chiodi sono stati trovati morti, con in testa un sacchetto, giovedì nella loro abitazione in via Bertolotti. Il figlio era stato fermato dai carabinieri mercoledì sera per aver acquistato stupefacenti

Duplice omicidio della coppia dei coniugi Antonelli a Gavardo (Bs) 31 maggio 2012. (Liverani)
Duplice omicidio della coppia dei coniugi Antonelli a Gavardo (Bs) 31 maggio 2012. (Liverani)

Brescia, 1 giugno 2012 - Drammatica svolta nelle indagini sul duplice omicidio dei coniugi di Gavardo, Pietro Antonelli, 65 anni, e Alba Chiodi, di 62: il figlio 27enne della coppia, Marco Antonelli, che vive nella mansarda sopra l'abitazione dei genitori, è accusato dai carabinieri di aver commesso l'orrendo delitto. Il ragazzo è stato fermato stamani ed è già stato sottoposto a un interrogatorio, terminato alle 7.50, durante il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere.

I coniugi Antonelli, entrambi ex insegnanti, giovedì sono stati trovati morti in via Bertolotti con in testa un sacchetto e alcune contusioni. Tali ferite, stando al primo esame del medico legale intervenuto sul posto a Gavardo, sarebbero compatibili con un'aggressione avvenuta a mani nude e il figlio Marco è un esperto dell'arte marziale thai-boxe. Una passione in cui, dicono i militari bresciani, sfogava la sua aggressività. Al ragazzo, una volta portato in ospedale, sono state trovate abrasioni alle mani e ai polsi.

Alla base del raptus omicida ci sarebbe un alterco con i genitori. Marco Antonelli, infatti mercoledì sera era stato fermato dai carabinieri della stazione di Gavardo dopo che era stato visto acquistare della droga. Ha lasciato la caserma dei militari intorno alle 23.30 e poi si sarebbe recato a casa. Qui, verosimilmente, avrebbe avuto una animata discussione con i suoi. Poi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe scagliato con violenza su di loro.

Un altro dettaglio rilevante, secondo i carabinieri, sono i vestiti di Marco Antonelli. Non si trovano infatti gli indumenti che indossava quando mercoledì sera è stato fermato per l'acquisto di droga. Verosimilmente sono gli stessi abiti che il 27enne indossava poco dopo durante la possibile aggressione ai genitori. Il ragazzo ha raccontato di averli lasciati vicino ad un divano, ma in realtà non c'erano.

Per di più i rapporti in famiglia erano tesi da tempo. Ci sono almeno quattro persone che ci hanno parlato della relazione conflittuale che Marco Antonelli aveva con i suoi genitori. Il ragazzo era insofferente verso le osservazioni e i rimproveri che i genitori gli rivolgevano, "ma come in ogni famiglia normale" ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri di Brescia, il colonnello Marco Turchi. Un cugino di Alba Chiodi ha raccontato ai militari di conoscere il 27enne solo di vista; ha parlato di un ragazzo chiuso, introverso, schivo. I carabinieri hanno anche riferito che in un paio di occasioni c'erano stati anche contatti fisici durante i litigi tra padre e figlio e per questo i genitori erano molto preoccupati.

L'ALIBI - Secondo una prima ricostruzione, non più attendibile, il figlio ha fatto alle 13 la macabra scoperta. Il giovane, questa la sua versione, era stato svegliato dal suono del campanello pigiato da un operaio del Comune che, fuori servizio, aveva appuntamento con Piero Antonelli per portargli delle bottiglie di vino. "Hai sbagliato campanello, i miei sono al piano di sotto" gli ha risposto Marco in quella che ora è considerata una messinscena per dissimulare il duplice omicidio. Marco a quel punto sarebbe andato ad avvisare i genitori, trovandoli morti: i corpi sono riversi sul pavimento e sacchetti di plastica sono state messi sulle loro teste. Tanto da far ritenere che possano essere stati colpiti, storditi e quindi soffocati.

Comunque in quella che al momento i militari ritengono una messinscena il ragazzo dà subito l'allarme e poi viene accompagnato in ospedale in stato di shock. Quindi viene portato in caserma e a lungo sentito. I carabinieri però non si sono fatti convincere. In casa non c'era nulla fuori posto e per questo hanno subito escluso il movente della rapina. Dentro e fuori dell'abitazione la Scientifica ha trovato tracce di sangue e per tutto il pomeriggio gli investigatori si sono concentrati sulla ricerca di un'arma. I vigili del fuoco e i volontari del Garda hanno anche scandagliato l'argine del fiume Chiese; alcuni operai del Comune hanno rasato il prato della villetta e di un'abitazione vicina per agevolare le ricerche.

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