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Piazza della Loggia: in udienza i periti della strage

In Corte d'assise d'appello i due periti balistici che firmarono la prima perizia sull'ordigno. Confermata la ricostruzione sulla mischela di gelignite, dinamite e tritolo

Una immagine del 28 maggio 1974 mostra le vittime dell'attentato coperta da lenzuoli a piazza della Loggia (Ansa)
Una immagine del 28 maggio 1974 mostra le vittime dell'attentato coperta da lenzuoli a piazza della Loggia (Ansa)

Brescia, 21 febbraio 2012 - I due periti balistici autori della prima perizia sulla bomba di piazza della Loggia sono stati sentiti per quasi sette ore dalla Corte d'assise d'appello di Brescia. Il generale Romano Schiavi ed il professor Alberto Brandone hanno nella sostanza ribadito quanto espresso nella perizia della prima istruttoria che porta la loro firma: l'ordigno che il 28 maggio 1974 provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre cento era composto da una miscela di gelignite, dinamite e tritolo in bassissima percentuale. Proprio di dinamite e gelignite parlò il collaboratore Carlo Digilio, cardine dell'inchiesta della Procura. Tale versione però è in contrasto con la perizia di Paolo Egidi, Federico Boffi e Paolo Zacchei, i quali in Corte d'assise di primo grado avevano parlato di un ordigno a base di tritolo.

Schiavi e Brandone hanno ribadito inoltre che il lavaggio della piazza fu determinante per l'inquinamento del teatro dell'esplosione. La Corte ha infine respinto l'istanza delle difese, che avevano chiesto che venissero riascoltati anche i periti del processo di primo grado.

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