E' emerso che il taglio dei 100mila euro non corrisponde a quello dichiarato da Locatelli, che aveva confessato di aver pagato il politico
Milano, 20 febbraio 2012 - Ha negato tutto l’ex vice presidente del Consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani in carcere dallo scorso 30 novembre con l’accusa di aver ricevuto la prima metà di una mazzetta da 200mila euro dall’imprenditore Pierluca Locatelli per accelerare le autorizzazioni per trasformare la cava di Cappella Cantone (Cremona) in una discarica d’amianto.
Interrogato per 4 ore dal pubblico ministero Paolo Filippini per la prima volta dopo l’arresto, da quanto trapela Nicoli Cristiani ha dichiarato che i 100mila euro in contanti trovati nella sua abitazione erano soldi suoi, di provenienza lecita. L’interrogatorio, in ogni caso, cominciato alle 10.30 e finito 4 ore dopo, è stato secretato.
Proseguono intanto gli accertamenti della procura sulle banconote sequestrate durante l’arresto dell’indagato.
Dopo il trasferimento degli atti da Brescia a Milano per competenza territoriale, è infatti emerso che il taglio dei 100mila euro non corrisponde a quello dichiarato da Locatelli, che aveva confessato di aver pagato il politico. Le indagini puntano a capire da chi Nicoli Cristiani abbia ricevuto quei soldi che lui sostiene essere di provenienza lecita.