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Cesio e cromo nell'acqua Genitori contro il Comune

"Via le brocche dalle mense"

Folzano, Villaggio Sereno e Chiesanuova combattono contro i metalli disciolti nell'acqua corrente. E chiedono più sicurezza su quella che viene servita sulle tavole dei refettori scolastici. I tecnici: "Cromo sotto i limiti di legge"

Un bicchiere d'acqua
Un bicchiere d'acqua

Brescia, 15 febbraio 2012 - Neanche i tecnici hanno tranquillizzato i genitori sulla qualità dell’acqua bresciana. Numeri e tabelle non li rassicurano sull’opportunità di continuare a far bere ai bambini l’acqua del rubinetto. Sono stati tanti i genitori di Folzano, Villaggio Sereno, Chiesanuova che hanno assistito alla commissione congiunta ambiente e servizi alla persona sulla salute dell’acqua bresciana. Asl e A2A hanno assicurato che quella dei rubinetti è perfettamente idonea al consumo umano.

«Il cromo c’è — spiega Francesco Vassallo, direttore sanitario di Asl — ma è sotto i limiti di legge». Mario Tomasoni di A2A spiega che «il 55% dell’acqua che preleviamo viene trattata dagli appositi impianti. Il problema alle fonti c’è, ma non nell’acqua che viene distribuita». La reazione dei genitori alla fine della commissione è, però, unanime. «I dubbi restano — spiega Enrica Minelli — anche se i valori sono nella norma, chi ci dice che la prolungata assunzione di cromo non sia dannosa? E poi, al cromo si aggiunge il Pm10: è il mix di fattori che ci preoccupa».

Secondo Annalisa Lancini, il problema è che c’è una lacuna anche nella legislazione. La legge stabilisce che nella falda il limite di cromo esavalente sia di 5 microgrammi al litro; per l’acqua del rubinetto si parla di un limite di 50 microgrammi di cromo totale. «Non c’è, dunque, un limite riferito al cromo esavalente nell’acqua potabile e sappiamo che è quello il più pericoloso. In più questi limiti sono strutturati su un adulto, non sappiamo qual è la tolleranza per un bambino del nido». L’attenzione dei genitori è rivolta ora all’acqua delle mense scolastiche. «Ora bevono l’acqua del rubinetto — commenta Stefania Cozzi — vorremmo che fosse concesso l’uso delle bottigliette. Non è la soluzione definitiva, ma saremmo più tranquilli».

Dello stesso avviso i papà. «Siamo disposti a sobbarcarci tutti i costi — spiega Erick Bruscino — purché eliminino le brocche dalle mense. Lo chiediamo da anni, ma non ce lo concedono perché vorrebbe dire ammettere che c’è un problema». Da Nicola Carbone una provocazione. «La prossima volta vorremmo vedere che in commissione o in consiglio i politici bevono l’acqua del rubinetto, non quella delle bottiglie di plastica: sarebbe un bel segnale».

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