I gruppi animalisti denunciano la disinformazione sul tema della vivisezione e portano a esempio la richiesta del Ministero della salute svizzero che richiede prove sulla non tossicità dopo esperimenti sugli uomini, non su animali
Brescia, 3 febbraio 2012 - ''La mobilitazione nata intorno a Green Hill e' sintomo del cambiamento che sta avvenendo a livello culturale e giuridico. Fa sempre meno presa il concetto 'meglio il topo che il bambino', nato insieme alla vivisezione moderna nel 1927''. Lo ha affermato Massimo Tettamanti, chimico dell'ambiente e responsabile dell'organizzazione antivivisezionista ''I-Care'' (Centro Internazionale per le Alternative nella Ricerca e nella Didattica), intervenuto a Montichiari al convegno organizzato dal ''Comitato Montichiari contro Green Hill''.
Sull'argomento vivisezione ci sarebbe tanta disinformazione: ''Lo stesso sindaco di Montichiari, Elena Zanola - ha dichiarato Tettamanti - ha fatto dichiarazioni giuridicamente senza fondamento''. ''Il 90% dei cani allevati a Green Hill - ha detto - viene usato per test in laboratorio obbligatori per legge a livello europeo. Ecco perche' il governo italiano non puo' vietare la vivisezione a livello nazionale''.
Per questo un forte messaggio sarebbe arrivato al legislatore europeo dal governo Svizzero lo scorso 29 gennaio. Porta questa data, ha spiegato Tettamanti, la richiesta da parte del Ministero della Salute svizzero della dimostrazione della non tossicita' del botox suffragata da prove sull'uomo, non sugli animali. ''Per la prima volta e' stato richiesto di anteporre la salute umana alla legislazione''. Un precedente importante, stando a Tettamanti, perche' ''farmaci, nuove sostanze e molecole vengono comunque testate sull'uomo, anche se durante la sperimentazione gli animali sono morti, hanno sviluppato gravi patologie o tumori. Lo prevede la normativa''.