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Vitalizi, Paroli e Molgora firmano per il ricorso

Per mantenere la pensione da deputato a 50 anni

Nella lista dei firmatari figurano anche altri due ex onorevoli bresciani: Flavio Bonafini e Giulio Arrighini

Il sindaco di Brescia, Adriano Paroli
Il sindaco di Brescia, Adriano Paroli

Brescia, 3 febbraio 2012 - Un ricorso per mantenere la pensione da deputato a 50 anni. Questo hanno firmato 26 deputati in carica e non contro la riforma del vitalizio per i deputati, approvata con la delibera dell’Ufficio di presidenza della Camera del 14 dicembre scorso. Il nuovo sistema previdenziale per i deputati sarà basato sul metodo di calcolo contributivo, che ha sostituito il vitalizio a partire dal primo gennaio di quest’anno. Pensione a 65 anni con un periodo contributivo minimo di 5: non più quindi traguardo fissato a 50 anni. Tra i ricorrenti due politici bresciani di spicco: Daniele Molgora (Lega Nord) presidente della Provincia e Adriano Paroli (Pdl), sindaco di Brescia ed ex parlamentare da poche settimane.

Netta la posizione del primo cittadino: «Non è la richiesta di un privilegio — esordisce Paroli Voglio però capire cosa ne sarà dei vent’anni di contributi versati da deputato. E’ l’unica previdenza che ho, mi sembra normale che io chieda approfondimenti sulla vicenda prima di accettare un provvedimento che, se giusto nel principio, è certamente sbagliato nei modi. Non vorrei che passasse l’idea che l’accesso alla previdenza di un deputato possa essere spostata sine die. Per questo motivo, supportato dal mio avvocato, ho aderito al ricorso. Detto ciò — conclude il sindaco di Brescia — non ho alcuna intenzione di andare in pensione così giovane. Voglio continuare a lavorare per la mia città con un impegno sempre maggiore. Oggi più che mai, dopo la mia scelta di tenere la carica da sindaco al posto di quella di deputato».

Nella lista dei firmatari figurano anche due ex onorevoli sempre bresciani: Flavio Bonafini e Giulio Arrighini. L’udienza pubblica di trattazione delle cause è stata fissata dal Consiglio di giurisdizione di Montecitorio a mercoledì 18 aprile.

di Luca Degl’Innocenti

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