Brescia, 15 marzo 2017 - È un classico da 25 anni: il primo weekend di primavera coincide con le giornate del Fai, che il 25 e il 26 marzo aprirà palazzi, dimore, chiese e luoghi ricchi di storia e storie. Se le scorse edizioni hanno richiamato a Brescia 9mila visitatori, il 2017 si preannuncia da record: 821 volontari in campo (studenti, volontari, detenuti, mediatori culturali) 42 siti aperti (9 in città, il resto in provincia), 9 eventi. "Siamo la delegazione italiana con più aperture", sottolinea la referente provinciale Federica Martinelli. 

In linea con l’obiettivo di far "conoscere Brescia" (così Angelo Gramignola, Fondazione Cab), tese a "valorizzare risorse e persone" (così il vicesindaco Laura Castelletti) le giornate Fai quest’anno si snoderanno attorno al tema dell’evoluzione dell’abitare. In città porte aperte alle Domus dell’Ortaglia e del liceo Gambara (visitabile anche l’intero museo di Santa Giulia, dove sarà inaugurata una mostra su "Arnaldo ritrovato") e nei palazzi Fenaroli, Bargnani, Luzzago Cantoni, Martinengo di Padernello Salvadego, ma anche allo Skyline 18.

A Darfo visite ai luoghi dei Federici e agli antichi borghi di Erbanno e Gorzone. In Valtrompia rinasceranno gli insediamenti medievali di Lavone e Mondaro di Pezzaze. Nella Bassa i palazzi Rocca, Pancera e Soncini, la cascina Nodari e il museo della civiltà contadina, a Mairano. Sul Garda invece giro tra l’isola dei Cavazza a San Felice, Villa Alba a Gardone e palazzo Feltrinelli a Gargnano. E sul Sebino, infine, percorso nella Sarnico di pietra e di acqua, con una puntata nei cantieri nautici Riva.