Brescia, 21 ottobre 2017 - La terza sconfitta consecutiva e, soprattutto, una preoccupante involuzione nel gioco e nella personalità hanno fatto scattare l'allarme in casa del Brescia. Un timore che si fa ancora più pressante se si considerano i numeri della classifica da una parte e, dall'altra, le due battute d'arresto che hanno caratterizzato l'arrivo sulla panchina biancazzurra di Pasquale Marino (per non parlare degli scarsi effetti prodotti dal passaggio al "desiderato" 4-3-3). Il tecnico delle Rondinelle, comunque, trova aspetti positivi dal 2-0 subito con la Cremonese: "Qualche passo in avanti lo abbiamo fatto anche se, purtroppo, non è servito a fare risultato. Dobbiamo avere più intensità, acquisire maggior cattiveria agonistica e poi bisogna imparare ad accompagnare meglio le azioni e a diventare più incisivi e precisi negli ultimi metri".

Un "compito" che allo "Zini" non è stato realizzato e che dovrà essere perseguito soprattutto attraverso due strade: "Per migliorare come vogliamo non ci resta che lavorare con il massimo impegno. Inoltre dobbiamo evitare gli errori che abbiamo commesso con la Cremonese. Con sbagli di questo genere rischi di rovinare tutta la prestazione, proprio come è successo a noi". Proprio il lavoro dovrà essere lo "strumento" in grado di far digerire il nuovo modulo alla squadra, evitando che si ripetano situazioni come quelle che si sono verificate a Cremona dove Caracciolo è parso troppo isolato. In questo senso il recupero di Torregrossa e di Ferrante, insieme al ritorno alla giusta forma dell'Airone, possono offrire un valido aiuto al cammino di un Brescia che deve risolvere in maniera adeguata, oltre alle amnesie troppo frequenti della difesa, anche la questione dei due esterni alti, visto che allo "Zini" Furlan e Rivas hanno funzionato ad intermittenza. Tanti nodi da sciogliere, dunque, per Mister Marino che, a questo punto, ha una settimana di tempo per plasmare il "suo" Brescia.