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Maggioranza di pakistani, cinesi, indiani e albanesi

Scuola, stranieri il 24,7%

di FABRIZIO VERTUA
— BRESCIA —
SU 15.855 STUDENTI 3.911 sono stranieri, praticamente uno su quattro. Il numero degli scolari immigrati continua a crescere in città a Brescia, rag...
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70.jpg 2009-09-10
di FABRIZIO VERTUA
— BRESCIA —
SU 15.855 STUDENTI 3.911 sono stranieri, praticamente uno su quattro. Il numero degli scolari immigrati continua a crescere in città a Brescia, raggiungendo così la percentuale del 24,7 per cento; una quota elevatissima se rapportata al 5 per cento a livello nazionale e all’8 per cento a livello regionale. Le nazionalità più rappresentate sono quella pakistana,cinese, l’indiana e l’albanese.

PERCENTUALI che variano in maniera sensibile poi a seconda delle diverse zone della città: in quella di via Milano si arriva al 60 per cento, nel centro storico si tocca invece il 53 per cento; decisamente in crescita la zona a Sud Est con un 35,6%. I dati in questione sono stati forniti ieri dal comune di Brescia, attraverso l’assessorato all’Istruzione, per il quale attualmente lavorano 405 dipendenti, che ha anche quantificato il costo dell’intero sistema scolastico in 39 milioni e 700 mila euro, pari al 17% del bilancio comunale.

FRA I MAGGIORI obiettivi di quest’anno c’è sicuramente la questione dell’integrazione che non passa più per la sola alfabetizzazione, non ritenuta sufficiente. A questo proposito l’assessorato ha presentato il progetto denominato “Dall’accoglienza alla cittadinanza”. Gli insegnanti, oltre ad impartire agli alunni le normali nozioni sulla lingua italiana, dovranno provvedere a far capire loro in che tipo di società si trovano e da quali regole essa sia gestita. «Abbiamo voluto così anticipare le nuove indicazioni provenienti dal ministero alla pubblica Istruzione - ha assicurato l’Assessore Andrea Arcai - organizzando corsi di lingua, ma anche di convivenza comune. Alle famiglie, sia italiane che straniere, viene fatto firmare un patto di cittadinanza scolastica, in cui i genitori si impegnano a far rispettare le regole». A questo si aggiunge poi un percorso previsto per le mamme straniere, che si svolgerà durante l’orario scolastico dei figli, che permetterà loro di ottenere il diploma di scuola secondaria di primo grado, primo passo per riuscire ad inserirsi nel mondo del lavoro.

QUESTA SPERIMENTAZIONE è già partita l’anno scorso, fruttando ben 6 diplomi di licenza media ad altrettante signore. Il progetto è stato ampliato e potenziato, in modo da accogliere altre mamme e costerà circa 300 mila euro, 100 dei quali saranno rimborsati dalla Regione Lombardia. L’integrazione non si limita solamente agli studenti stranieri, ma si estende anche a quelli disabili, che sono 140 nelle scuole primarie e 120 nelle secondarie di primo grado. Ad avere un operatore per l’integrazione sono in totale 207 alunni per un totale di 4.032 ore.









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