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Minaccia di chiusura alla Franzoni

Muore il tessile nascono gli Iper

— ESINE —
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2009-07-08
— ESINE —
IL TESSILE IN CRISI MUORE e sulle aree dismesse nascono nuovi centri commerciali. Dopo la Honneger di Albino, ora tocca alla Franzoni Filati di Esine. Entro settembre anche l’ultimo baluardo del Gruppo, storica azienda camuna, nata nel 1962 come Cotonificio Franzoni, leader nel settore della produzione dei filati di qualità, cesserà la produzione. Dei 167 dipendenti, ancora in carico all’azienda, se ne salveranno una cinquantina; la Franzoni intende mantenere in Vallecamonica la sede legale, la logistica (cioè i magazzini) e il reparto sperimentale (dove testare filati e nuove produzioni). Tutto il resto della produzione sarà decentrato nello stabilimento aperto in Bosnia.

LA SEDE CAMUNA potrebbe essere trasferita a Piancamuno, perché sull’area dismessa di Esine pare abbia messo gli occhi un grosso gruppo (si fa il nome di Lombardini) che avrebbe intenzione di realizzare un nuovo centro commerciale. In verità, al momento, l’unica certezza è che, nel giro di 3 o 4 anni, i 127 lavoratori in esubero resteranno senza lavoro. Il piano dell’azienda – che le organizzazioni sindacali hanno appreso ufficialmente nei giorni scorsi – è stato presentato ieri ai lavoratori.

IN REALTÀ LA chiusura era nell’aria da tempo; da mesi la produzione è ridotta al 40% delle reali possibilità dello stabilimento. Il Gruppo è in crisi da anni, la chiusura del sito produttivo di Esine segue quella dei tre stabilimenti bergamaschi di Calcinate, Albano S. Alessandro, Pognano, della sede di Cividate Camuno e del sito di Trani che ha di fatto cessato l’attività mentre i lavoratori sono in cassa integrazione. «La nostra preoccupazione più grossa in questo momento - spiegano Daniele Gazzoli e Gianfranco Bertocchi, segretari dei tessili di Cgil e Cisl Vallecamonica-Sebino - è trovare gli strumenti per accompagnare il più possibile in là nel tempo i lavoratori prima del licenziamento». La fase critica sarà quella fra novembre 2009 (quando scade la cassa integrazione straordinaria) e l’agosto 2010 (quando potrà riprendere) perché l’azienda ha già dato fondo agli ammortizzatori.
Paola Cominelli









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