2009-07-03
di MARIO PARI
BRESCIA
LA GITA CHE HA rischiato di finire in tragedia, il gesto eroico di un bambino che ha salvato il fratellino. Eppoi: il giallo della morte dei cani, avvenuta sulla base delle prime analisi, per ragioni diverse dalla rabbia. Il giorno dopo, tra Flero Nuvolento, Gavardo, Brescia e Salò, si pensa a tutto questo quando alla mente torna a quanto accaduto mercoledì mattina. I feriti: sono servite centinaia di punti di sutura per medicare i bambini assaliti dai rottweiler, sulle colline di San Carlo, suggestivo angolo incastonato tra le colline della bassa Valsabbia, catapultato sulle prime pagine delle cronache per una strage sfiorata. Un epilogo che non si può assolutamente escludere, quando due rottweiler finiscono in mezzo a un gruppo di bambini e uno degli animali inizia ad azzannarli.
NON SAREBBE esatto, però, scaricare tutte le colpe sul cane. Secondo quanto emerso, infatti, i due animali sono arrivati in totale tranquillità nel luogo in cui si trovavano i bambini. Erano talmente tranquilli da indurre i bambini a gettare loro del pane. Cosa sia successo improvvisamente, non è chiarissimo. Forse uno degli animali è stato urtato improvvisamente, oppure gli schiamazzi e le grida festose dei bambini lhanno spaventato. Un cane è allontanato verso il bosco, mentre laltro è rimasto, ma con un atteggiamento diverso. Non più giocoso, ma pronto a difendersi e attaccare.
I MINUTI SUCCESSIVI hanno visto i bambini del Grest di Nuvolento impegnati a respingere gli attacchi del cane, con le aste delle bandiere, la corsa seppure feriti a cercare riparo sui tavoli dellagriturismo. Alla fine il cane si è calmato e si è accucciato vicino ai ragazzi. Poi sono arrivate le ambulanze, i carabinieri, la polizia locale. Ma nelle ore successive la vicenda ha registrato un ulteriore sviluppo, per molti versi inquietante.
NEL TARDO pomeriggio la proprietaria dei cani li stava riportando a Flero, il paese in cui vive quando, si è accorta che non stavano bene. A Flero sono arrivati entrambi morti. «Sono innanzitutto affranta - ha detto - per quello che è successo ai bambini e spero si riprendano presto. Ma non capisco le ragioni di questa morte». Dalle analisi dellIstituto Zooprofilattico di Brescia è emerso che non si tratta di rabbia, mentre non si può scartare lipotesi dellavvelenamento.