2009-07-02
di FABRIZIO VERTUA
GAVARDO
RACCONTA DI AVER DATO, insieme ai suoi colleghi, oltre un centinaio se non addirittura qualche centinaia di punti di sutura la dottoressa Maria Cristina Savio, primario del Pronto Soccorso dellospedale di Gavardo, il nosocomio dove le quattro vittime dellaggressione da parte di un rottweiler hanno ricevuto le prime cure. Centinaia di cuciture soprattutto sul volto di tre dei quattro bambini che, ieri mattina, nei pressi della località San Carlo di Gavardo, si trovavano in gita con il grest di Nuvolento. Una passeggiata fra le colline gavardesi, in mezzo ai boschi che ha rischiato di trasformarsi in una vera e propria tragedia. «Abbiamo ricevuto la chiamata dal 118 intorno alle 11.30 - racconta il primario -. Abbiamo immediatamente fatto uscire le ambulanze che, nellarco di una mezzora, ci hanno portato qui i ragazzini, accompagnati anche da alcuni educatori. Erano tutti comprensibilmente terrorizzati dallesperienza che avevano appena vissuto».
LA DOTTORESSA Savio, che in questo periodo è abituata a convivere con emergenze di vario tipo, su tutte quella di San Felice del Benaco, non ha perso la calma predisponendo che i bambini avessero la priorità sugli altri pazienti. Dei quattro piccoli, una ha riportato qualche botta e qualche escoriazione ed è stata dimessa subito; per gli altri tre, invece, la situazione che si è presentata davanti agli occhi delléquipe di medici era decisamente più grave.
«PUR ESSENDO abbastanza serie le condizioni dei tre ragazzi - conferma Savio -, nessuno dei tre correva pericolo di vita. Abbiamo provveduto a disinfettare e suturare le loro ferite e, devo dire, che sono stati tutti molto coraggiosi nellaffrontare quello che per loro ha rappresentato un ulteriore piccolo dramma, data la loro giovane età». A riportare le ferite più profonde i due fratellini Andrea e Michele. Il primo è stato azzannato proprio al volto ed è quindi stato trasferito al Civile di Brescia, nel reparto di maxillo-facciale dove, nel pomeriggio di ieri ha già subito un intervento. Il secondo, invece, intervenuto a difesa del fratello, è stato morso al torace. «La decisione di trasferire i ragazzi a Brescia è dovuta anche ad esigenze di osservazione chirurgica - spiega la dottoressa Savio , in questi casi il pericolo dinfezioni provocata dai morsi di un animale è comunque alto».