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Gli studenti all’esame orale discutono alcuni progetti

Gli inventori del Castelli

di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
ALL’ISTITUTO TECNICO industriale Castelli i ragazzi stanno presentando agli orali degli esami di maturità, iniziati ieri, il risultato dei proget...
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2009-07-02
di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
ALL’ISTITUTO TECNICO industriale Castelli i ragazzi stanno presentando agli orali degli esami di maturità, iniziati ieri, il risultato dei progetti di laboratorio realizzati, fra gli altri, con gli insegnanti Edoardo Donini, Francesco Padula, Francesco Catalano, Massimo Frassine. Ci sono prodotti più o meno complicati, più o meno estrosi o applicabili, costruiti con mezzi e materiali di riuso, presi da aziende o scovati qua e là, ma in grado di dare un esempio degli apprendimenti negli anni.

ALCUNI SONO stati premiati. Come il serbatoio prototipo per l’accumulo di calore, concretizzato con l’aiuto di quella che era ancora Asm, vincitore ad un concorso Siemens, 6 mila euro in prodotti della ditta per la scuola ritirati dagli studenti il mese scorso. Come il modello matematico per un black-out, nello specifico quello del 28 settembre 2003, fruttato l’invito per novembre all’Esposizione scientifica nazionale di Puebla in Messico.

MA CI SONO altre sperimentazioni curiose. C’è l’insetto meccanico che si può arrampicare sugli edifici, c’è il tagliaerbe intelligente, robottino che taglia, gira e si sposta di fronte agli ostacoli, ritirandosi nella ‘cuccia’ se piove. C’è la bicicletta dotata di Abs per le frenate pericolose, col compressore che si ricarica pedalando. C’è il plastico della casa domotica governata dal calcolatore, la pressa a iniezione per stampare la plastica, il soffiatore per le foglie meno pesante e meno rumoroso di quelli in commercio. C’è la mano che si muove da sola, comandata dalla mano della persona tramite i metalli a memoria di forma. In totale circa duecento studenti di una decina di quinte hanno lavorato tutto l’anno, a volte anche più di un anno, un po’ negli orari di laboratorio, un po’ in ore extra per finire, per vedere il compimento di tante idee e tanta applicazione.

L’UNICO PROBLEMA naturalmente sono i fondi. Ci sono fabbriche che sponsorizzano, altre che regalano i pezzi ma, con contributi più consistenti, si potrebbe trasformare l’oggetto dell’ingegno in un attrezzo riproducibile. Per esempio, alcuni anni fa, era stato inventato un serbatoio per usare l’energia solare estiva, immagazzinando l’acqua calda per l’inverno a strati di diversa temperatura senza mescolarsi. Sembrava che con Asm e Provincia si potesse creare così il riscaldamento per un’ala della scuola, ma alla fine sono mancati i soldi.









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