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Il sindaco revoca l’ordinanza sul divieto d’uso e brinda alla fontanella

Né virus né batteri, l’acqua è ok

DOPO 16 GIORNI l’incubo acqua è finito a san Felice del Benaco. Nella mattinata di ieri il sindaco Paolo Rosa ha ricevuto la comunicazione da parte dell’Asl che gli esami effettuati da...
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2009-07-02
DOPO 16 GIORNI l’incubo acqua è finito a san Felice del Benaco. Nella mattinata di ieri il sindaco Paolo Rosa ha ricevuto la comunicazione da parte dell’Asl che gli esami effettuati dall’Istituto Zooprofilattico erano finalmente negativi, non riscontravano cioè tracce di norovirus, astrovirus e del batterio Clostridium Perfrigens, che avevano intaccato l’acquedotto comunale generando una serie di malori, che hanno colpito dal 9 giugno fino a oggi oltre tremila persone. Di qui la revoca dell’ordinanza che vietava il consumo per uso alimentare dell’acqua proveniente dall’acquedotto. E per festeggiare e dimostrare la sua purezza, il primo cittadino ha voluto “brindare” insieme all’assessore regionale alla Sanità Bresciani con l’acqua attinta a una fontanella. Un modo più eloquente per dimostrare che l’emergenza è rientrata forse non c’era. La visita di Bresciani nel comune gardesano si è dipanata dal municipio nel mercato e soprattutto fra i bar e i locali del paese, per capire l’entità dell’esperienza vissuta in paese. «Dobbiamo trarre da una difficoltà un’occasione per crescere – ha dichiarato l’assessore regionale -. San Felice per noi è stata una scuola e, a questo proposito, modificheremo e aggiorneremo tutti i protocolli esistenti, in modo da garantire un controllo ancora più ferreo in tutti gli acquedotti della regione». Sulle cause dell’epidemia ci sono ancora dubbi e per lo più ipotesi, ma l’assessore ha preso le distanza da quella formulata settimana scorsa dall’Asl di Brescia, assente all’incontro di ieri. «Abbiamo analizzato tutte le potenziali cause che avrebbero potuto permettere il passaggio dei microrganismi – ha tagliato corto Bresciani -, poi le abbiamo eliminate tutte».

IL PROBLEMA non si pone solo per San Felice e a rilanciare un intervento più organico è stato il consigliere regionale Monica Rizzi, che ha fatto da tramite fra il sindaco e la Regione. «Gli impianti di tutta la provincia hanno, sì e no, almeno cinquant’anni – ha sostenuto Rizzi -, speriamo che il federalismo fiscale ci permetta, tramite l’Aato di mettere mano e fare l’adeguata manutenzione». Lo scopo dell’incontro con la Regione era anche di tipo economico: ottenere gli aiuti richiesti da Rosa per risollevare e rilanciare l’intero sistema turistico del paese. L’assessore Bresciani, in questo senso, ha promesso che la Regione starà vicina alla comunità, attraverso una forma di sostegno che dovrà essere definita nei prossimi giorni. Per questa mattina è già previsto un incontro a Milano fra il sindaco e il presidente Formigoni. Da oggi, dunque, comincia la conta dei danni economici e, soprattutto, la progettazione verso il rilancio dell’intera comunità benacense, impostata soprattutto sul turismo con le sue 600mila presenze sul territorio. Fabrizio Vertua









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