2009-07-01
di MARIO PARI
BRESCIA
PIAN DEL RASCINO, la morte di Giancarlo Esposti e ciò che essa rappresenta nelle indagini per la strage di Piazza della Loggia sono state, ancora una volta, al centro delludienza di ieri nel processo per leccidio che il 28 maggio del 1974 provocò 8 morti e 108 feriti. Ieri, per ore, è stato interrogato Alessandro Danieletti che, con Alessandro DIntino ed Esposti, due giorni dopo la strage bresciana si trovava sulle colline in provincia di Rieti. Quella di ieri non è stata però, ludienza in cui si è parlato solo per lennesima volta di quel 30 maggio a Pian del Rascino, dove Giancarlo Esposti morì in una sparatoria con i carabinieri. Danieletti, per esempio, ha ricordato e confermato, un passaggio investigativo emerso in precedenti procedimenti.
ERA IN CARCERE a Rieti, nei mesi successivi allarresto avvenuto a Pian del Rascino e si era appena concluso il periodo disolamento. Lui ed altri detenuti decisero di sfogliare i giornali che per circa tre mesi non avevano potuto leggere. Tra coloro che si trovavano con lui nel carcere anche Guido Ciccone, che vedendo la fotografia di Cesare Ferri su un quotidiano che riferiva delle indagini sulla strage, disse sbiancando: «A lui è stato dato dellesplosivo tre giorni prima della strage».
CICCONE SI preoccupò che si potesse risalire in qualche modo a chi «aveva dato lesplosivo a Ferri e a lui». Ma Danieletti ha anche riferito agli inquirenti dellammissione da parte di Cesare Ferri, delle proprie responsabilità nella strage di Brescia. Parole raccolte da Danieletti successivamente rispetto a Pian del Rascino. Ferri, peraltro, è stato assolto in ogni grado di giudizio dalle accuse sulla strage.
IN QUANTO a Danieletti, ha parlato della pistola in possesso di Esposti, unarma che sarebbe stata data a questultimo «da un ufficiale dei carabinieri». I rapporti tra i carabinieri ed Esposti ricoprono un ruolo importante nellimpianto accusatorio dal momento che tra gli imputati figura lex generale dellarma Francesco Delfino. E Danieletti è stato, infine, sentito parecchio sulla dinamica della sparatoria che provocò la morte di Esposti. «Quella dei carabinieri - ha detto - non fu unesecuzione, ma una risposta al pericolo rappresentato da Esposti che uscì dalla tenda armato».