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Telegramma alla cittadinanza del presidente Napolitano

Strage, insieme per ricordare

di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
GIULIETTA BANZI BAZOLI, insegnante di anni 34, Clementina Calzari Trebeschi, insegnante di 31, Luigi Pinto, insegnante di 25, Livia Bottardi Milani, insegn...
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2009-05-29
di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
GIULIETTA BANZI BAZOLI, insegnante di anni 34, Clementina Calzari Trebeschi, insegnante di 31, Luigi Pinto, insegnante di 25, Livia Bottardi Milani, insegnante di 32, Alberto Trebeschi, insegnante di 37, Vittorio Zambarda, operaio di 60, Bartolomeo Talenti, operaio di 60, Euplo Natali, pensionato di 69. Sono le otto vittime della bomba esplosa in piazza Loggia il 28 maggio 1974, durante una manifestazione sindacale, ricordate ieri mattina nel trentacinquesimo anniversario, dai ragazzini delle scuole tramite delle bacheche con la loro storia e tanti fiori.

LA PIAZZA SI è riempita ieri mattina per la commemorazione senza giustizia fatta. Ma l’ennesimo processo è in corso. Il presidente Giorgio Napolitano ha inviato al sindaco Adriano Paroli un telegramma per la cittadinanza in cui si ricorda quel terribile periodo «nel quale la violenza eversiva mise a dura prova le istituzioni democratiche» e in cui si incita ancora una volta alla memoria «per sventare che tornino i fantasmi del passato». Il palco degli oratori della manifestazione dei sindacti Cgil, Cisl, Uil, era stavolta sotto la stele, bassa pedana, su cui sono saliti solo gli oratori, Fulvio Fammoni della segreteria nazionale Cgil, la studentessa Laura Bigoni, Francesca Dendena dell’associazione dei famigliari di piazza Fontana, forse per evitare i problemi del 25 aprile, con i fischi per le autorità, o forse, come recita un volantino confederale, «per ricordare con chiarezza sotto il manifesto incorniciato di quello sciopero generale le radici dell’antifascismo ancora oggi per noi tutti decisive».

ERANO COSÌ, a piano strada, il sindaco, il presidente della Provincia Alberto Cavalli, la presidente del consiglio Simona Bordonali, gli assessori Vilardi, Di Mezza, Margaroli, Bianchini, il presidente dell’associazione famigliari Manlio Milani, i tre segretari sindacali Fenaroli, Zaltieri, Zanelli. Fra altri presenti, il sindaco di Bologna Cofferati, il giudice Salomone. Non è mancato ugualmente qualche screzio, un po’ di intemperanze contro il sindaco dopo la fine della manifestazione, un volantino di anarchici contro l’assessore di An Andrea Arcai, uno studente dichiaratosi fascista cacciato da un gruppetto di giovani del movimento, «non puoi stare qui sotto la stele». I discorsi purtroppo sono simili negli anni, la verità storica è appurata non quella giudiziaria ma Brescia non dimentica e trasmette il suo messaggio alle nuove generazioni.









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