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Più spazi nei camposanti, tagli alle concessioni

Il posto al cimitero non rincara È l’unico regalo che farà l’Istat

di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
NON CI SARÀ alcun aumento Istat sul prezzo di un posto al cimitero. Lo ha deciso l’assessore competente del Comune di Brescia Mario Labolani com...
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2009-01-04
di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
NON CI SARÀ alcun aumento Istat sul prezzo di un posto al cimitero. Lo ha deciso l’assessore competente del Comune di Brescia Mario Labolani come primo passo verso una diminuzione dei costi molto alti non solo per vivere ma anche per morire.
Solo per il loculo ora si pagano al Comune dai 1500 ai 2350 euro, poi va aggiunto l’onere per l’apertura e chiusura, per la lastra di marmo e la sua posa. E prima c’è tutto il resto, con l’impresa privata e i suoi costi.
L’assessore Labolani ha avviato una serie di incontri con le imprese di pompe funebri per individuare, al di là delle libere scelte personali, un livello sociale di costi per una fascia di popolazione meno abbiente. «Occorre contenere l’esborso e potenziare gli spazi» sostiene l’assessore.
Per reperire nuovi posti saranno due le direzioni, da un lato l’ampliamento dei cimiteri cittadini più piccoli di Mompiano, Stocchetta, San Francesco di Paola, un intervento quest’ultimo da 6 milioni, dall’altro il decurtamento della concessione, ora a 40 anni. Anche sulle operazioni di esumazione ed estumulazione, sulle concessioni degli ossari non è stato applicato l’aumento Istat.
La concessione decennale di un ossario o cinerario, a seconda delle posizioni, va dai 73 ai 219 euro, quella ventennale dagli 80 ai 438. Le operazioni variano dai 100 ai 400 euro. «Purtroppo il tema è delicato - commenta l’assessore - ma per le famiglie affrontare un funerale è davvero anche un problema economico di non poco conto. E l’amministrazione comunale intende intervenire».

NON È FINORA un problema la sepoltura degli stranieri che quasi sempre riportano in patria il feretro. L’area per i musulmani al Vantiniano per esempio è pressoché vuota. Sono circa 4mila ogni anno i servizi funerari in città, di cui circa 700 sono rappresentati dalle cremazioni. Il tempio crematorio, punto di riferimento anche per altre città, è già in crisi e succede che le salme debbano attendere anche quattro, cinque giorni. «Faremo in modo che le attese siano inferiori e il luogo dell’attesa sia migliorato». Non è in programma invece almeno fino al 2010, col cantiere in San Francesco di Paola, la sala del commiato per i riti funebri civili.









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