2008-11-05
di MAGDA BIGLIA
BRESCIA
«NEL 1918 CERA la volontà di mantenere lItalia unita, di vincere le invasioni straniere. Oggi il nostro impegno è rivolto alla lotta contro le odierne ideologie che non infrequentemente armano il braccio del terrorismo». Questa lattualizzazione della ricorrenza del 4 Novembre, data della vittoria dellItalia sullAustria, nelle parole del sindaco Adriano Paroli, che ieri mattina ha partecipato alle tradizionali cerimonie, battute dal maltempo. In piazza della Loggia erano schierati rappresentanti dellesercito, con la bandiera del 6° Stormo di stanza a Ghedi, delle forze dellordine, delle associazioni dei combattenti e reduci. In mezzo a loro la gloriosa fanfara dei Bersaglieri con gli inni delle grandi occasioni. Lalzabandiera e le corone alla lapide dei caduti di piazza Loggia hanno completato il rito delle celebrazioni. Paroli ha fatto riferimento a un altro anniversario, i 60 anni della Carta costituzionale della Repubblica che ripudia la guerra.
MA NON SONO in contrasto le missioni di pace di questi anni e il pensiero del sindaco è andato ai caduti di Nassiriya, 25 soldati del contingente italiano dei quali fra pochi giorni, il 12 novembre, verrà ricordato il sacrificio dopo cinque anni. Nel giorno di festa delle forze armate il primo cittadino ha voluto calcare sul «ringraziamento ai militari impegnati in Libano, Albania, Bosnia, nei Balcani, in Afghanistan». Anche il presidente della Provincia Alberto Cavalli ha parlato di Costituzione italiana ed europea, «garanzia di un futuro di pace tra i popoli vicini e amici dopo che per tanti secoli si sono combattuti». Altre parole sono state anche da lui spese in omaggio alle Forze armate, «simbolo di unità nazionale», attive nei momenti dei disastri naturali e su fronti di pace «che non si possono abbandonare. Dentro i confini nazionali dove efferati delitti sconvolgono le coscienze e indeboliscono la coesione sociale, vanno presi a modello i sentimenti di coloro che vestono la divisa». E ai sodalizi darma Cavalli ha chiesto lappoggio per mantenere i legami della comunità e trasmettere i valori della democrazia costruiti attraverso le generazioni.