Ultima udienza il 5 maggio, poi la sentenza
Processo a Bruno Lorandi Arringa fiume della difesa: assolvetelo, senza Clara è finito
di ITALIA BRONTESI
BRESCIA
INDAGINI A SENSO unico, lacunose e macchiate dal «pregiudizio». È un atto daccusa quello che lavvocato Alberto Scapaticci, di...
2008-04-24
di ITALIA BRONTESI
BRESCIA
INDAGINI A SENSO unico, lacunose e macchiate dal «pregiudizio». È un atto daccusa quello che lavvocato Alberto Scapaticci, difensore storico di Bruno Lorandi muove allinchiesta condotta dai carabinieri e dalla Procura sullomicidio di Clara Bugna. Bruno Lorandi è accusato di essere lassassino della moglie Clara, ma su di lui pesa, sostiene la difesa, il «pregiudizio» di essere stato processato anche se poi assolto già ventanni fa per lomicidio del figlio Cristian. Nove ore è durata fin qui larringa di Scapaticci che difese Lorandi anche ventanni fa e che concluderà alla prossima udienza, il 5 maggio. Due giorni dopo, il 7 maggio, la Corte dAssise presieduta da Enrico Fischetti si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.
È LA MATTINA del 10 febbraio 2007, il corpo di Clara viene trovato senza vita sul pavimento del soggiorno della casa di Nuvolera con la cintura dellaccappatoio stretta attorno al collo. Basta poco per accertare che non è un suicidio, ma che la madre di Cristian è stata uccisa allo stesso modo di suo figlio, strozzata e poi finita con il cappio. «E Bruno Lorandi diventa subito oggetto di unattenzione molto accurata», dice Scapaticci che difende Lorandi insieme allavvocato Marco Agosti. Mancano le chiavi di casa che Clara lasciava sul mobiletto dellingresso.
SPARITE, non può che averle prese lassassino: «E si cercano subito le chiavi lungo il tragitto che Bruno Lorandi compie da casa al lavoro, le ricerche si concentrano solo nei luoghi frequentati da Lorandi». La difesa lamenta quelle che definisce «omissioni» nelle indagini, che non siano stati sentiti testimoni utili, che non si sia scavato nel «buco» di tempo del giorno precedente lomicidio, il venerdì 9, quando Clara lascia il parrucchiere alle 18 e 20 e rientra a casa solo alle 20; che non siano state fatte intercettazioni telefoniche e ambientali, che non siano stati individuati gli interlocutori delle telefonate sul cellulare e sul telefono fisso dei Lorandi; che sia stato recuperato in ritardo il filmato della telecamera allingresso dellazienda vicina a casa Lorandi.
LORANDI UN «simulatore» come sostiene laccusa, che inscena una rapina accendendo il ferro da stiro e la tv per far credere che Clara si fosse alzata e dunque fosse viva quando lui è uscito di casa? Il ferro acceso, laudio della tv abbassato, il telecomando appoggiato sui fornelli, secondo la difesa, fanno piuttosto pensare a gesti compiuti da Clara perché qualcuno aveva suonato alla porta. Perché Lorandi avrebbe dovuto uccidere lunica persona che gli era rimasta?
SCAPATICCI ricorda i testimoni che descrivono una coppia affiata e felice, che la sera prima dellomicidio Clara e Bruno hanno fatto lamore, che avevano progettato una vacanza, che lui a Natale le aveva regalato una poltrona per il mal di schiena, che insieme avevano sottoscritto lesposto per chiedere alla procura che riaprisse le indagini sullomicidio di Cristian rimasto irrisolto. «Bruno Lorandi è un morto che cammina, non è più nessuno senza Clara che lha aiutato a vivere per ventanni con il macigno del dolore per la morte del figlio».