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I TRE ALBUM DEL GRUPPO
PER LA PRIMA VOLTA IN UN CD

Pino e James scendono
a Napoli Centrale

Showmen erano i ragazzi afro napoletani che sperimentavano e coloravano il jazz e il rock con gli umori dei bassi e della tradizione. Figli di una stessa musica e di una stessa madre, culla del giovane bassista Pino Daniele.

di Marco Mangiarotti

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pino daniele Milano, 21 maggio 2009 - Showmen erano i ragazzi afro napoletani che sperimentavano e coloravano il jazz e il rock con gli umori dei bassi e della tradizione. Furono i protagonisti di una indimenticabile scena musicale, che andava dalla ricerca etno colta di De Simone, ai gruppi popolari di Eugenio Bennato, dalle pentole di Tony Esposito a Teresa De Sio. I fratelli Avitabile e Napoli Centrale.

Figli di una stessa musica e di una stessa madre, culla del giovane bassista Pino Daniele. Che chiamerà il suo vecchio amico James Senese per il supergruppo del suo defintivo trionfo. James suonava il sax tenore e il flauto, i modelli erano Coltrane e il Davis della svolta elettrica, gli Weather Report di Wayne Shorter e Joe Zawinul. Con il batterista Franco Del Prete, altro ex Showmen, fonda nel 1975 la band, che presenta Mark Harris alle tastiere e Tony Walmsley al basso e alla chitarra. Tony se ne va e arrivano Pippo Matino (basso) e Peppe Sannino alle percussioni. Poi molti altri.

Raffaele e Cascone, voce storica del programma radio “Per voi giovani”, li battezza con il nome della stazione di Napoli. L’album d’esordio è una bomba, “Mattanza” (1976) li porta al Festival Jazz di Montreux. “Qualcosa ca nu’ mmore” (1977) chiude la trilogia degli Lp e la loro vera storia. Quella che l’antologia “Cammenanne”, l’inedito scritto da James con Pino Daniele, cerca di raccontare in nove canzoni.

Del Prete e Senese sono gli autori, i temi hanno un forte impatto emotivo e sociale, le atmosfere sono mediterranee e free. Figlio della guerra e nero a metà, Senese continua il suo percorso jazz e blues nel ventre di Napoli e della sua musicalità selvatica e primitiva. Quella di “Pensione Floridiana”, “Simme Iute e Simme Venute”, “A gente ’e Bucciano”, “’O nemico mio”, “A musica ma che r’rè”. Gli strumentali molto ruspanti e Report.

 

Mina

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